Il Papa dice no all’antisemitismo

Un incontro storico, avvalorato da un discorso importante e da una presa di posizione forte da parte del Papa: «Possano le piaghe dell’antisemitismo e dell’antigiudaismo essere sanate per sempre». La visita di Benedetto XVI alla sinagoga di Roma (solo Giovanni Paolo II nella storia entrò nel Tempio della Capitale) avvalora la volontà di proseguire un cammino insieme tra cristiani e ebrei: «Possiamo compiere passi uniti – dice nel discorso di Ratzinger – consapevoli delle differenze che vi sono tra noi». Il santo Padre ha poi ricordato la deportazione degli ebrei di Roma e «l’orrendo strazio» con cui vennero uccisi ad Auschwitz. «In quell’occasione – ha detto il pontefice – la Sede Apostolica svolse un’azione di soccorso, spesso nascosta e discreta». Soddisfatto delle parole del Papa il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che nei giorni passati si era battuto anche contro le istituzioni israeliane (che avevano deciso di disertare alla visita): «Penso che il Papa, nel suo intervento – ha commentato – abbia detto cose molto importanti e contribuito a rasserenare l’atmosfera». L’incontro è durato circa due ore: oltre al discorso in sinagoga Benedetto XVI ha deposto una corona di rose rosse davanti la lapide in memoria del rastrellamento degli ebrei di Roma del 1943 ed ha avuto un colloquio privato con Di Segni.