Autostrade, stangata sull’esodo estivo

Aumenti da domani su base chilometrica. Pedaggi di 1-2 euro ai caselli autostradali che immettono sui tratti Anas come il Gra. Aumenti in vista per chi viaggia in auto. Non basta il caro benzina, chi è in procinto di partire per le vacanze dovrà fare i conti con il rialzo dei pedaggi autostradali e con nuove gabelle su tratti gestiti dall’Anas e finora gratuiti. La rivoluzione scatta domani su 26 tratte. In questa prima fase verrà applicato un sovraprezzo a chi giunge al casello autostradale connesso alle tratte gestite da Anas: un euro per i veicoli leggeri (classi di pedaggio A e B) e 2 per quelli pesanti. In pratica chi arriva dall’Autosole a Roma pagherà al casello 1 euro in più per accedere al Gra. Tra le tratte interessate ci saranno, oltre al raccordo romano, i primi 100 km della Salerno-Reggio Calabria, i raccordi autostradali Salerno-Avellino, Siena-Firenze, Chieti-Pescara, Torino-aeroporto di Caselle. Nella seconda fase, che partirà al massimo nel 2012, si avrà il pagamento di un pedaggio vero e proprio. Verrà probabilmente utilizzato un sistema di pagamento elettronico, tipo Telepass, senza bisogno di fermate. Le misure sono state adottate per ridurre i trasferimenti dallo Stato ad Anas. Si calcola che nel 2010, Anas otterrà maggiori entrate per 83 milioni e, nel 2011, di 200 milioni. Ma per i viaggiatori alla vigilia delle vacanze le brutte sorprese non finiscono qui: aumentano infatti i pedaggio su tutte le autostrade in concessione: si tratta di un rincaro per le auto di 1 millesimo di euro a chilometro (3 millesimi per i mezzi pesanti). In sostanza, per andare da Roma a Milano, il pedaggio autostradale, ora di 33,10 euro, aumenterà di 55 centesimi per le auto e di un euro e mezzo per i camion. «Altro che non mettere mano in tasca agli italiani: siamo di fronte ad un salasso», commenta Adusbef. In serata arriva l’emendamento alla manovra sulle regioni in commissione Bilancio al Senato: le risorse statali che spettano alle regioni vengano ridotte di 4 miliardi nel 2011 e 4,5 dal 2012. Ma le riduzioni saranno ripartire «secondo criteri e modalità stabiliti in sede di conferenza Stato-Regioni». Intanto Berlusconi dal Brasile fa sapere che «la crisi è alle spalle». -leggo.it-