Taricone? Se n’è andato uno di noi

Sgomento a Campagnano dove viveva Taricone morto dopo un lancio col paracadute: tutti lo ricordano con affetto. Immersa nell’afa di via del Sorbo, a pochi chilometri da Campagnano, casa Smutniak-Taricone è deserta. Porte e finestre chiuse, una sdraio di plastica bianca sull’erba, due cavalli che pascolano quieti nel giardino della villa che in passato appartenne a un’altra coppia dello spettacolo, Eleonora Giorgi e Massimo Ciavarro. Poche le macchine che si avventurano sulla strada, uno sterrato fiancheggiato da alte siepi «che tagliava Pietro in persona – dicono in paese – lui il giardino se lo faceva da solo»: sfila qualche curioso, venuto a scattare una foto, passano i clienti del maneggio poco distante. Lo stesso che da un anno e mezzo apparteneva proprio a Pietro: «Andavamo a cavallo insieme da tre anni, Pietro era un bravo ragazzo, una persona semplice, buona. Mi trattava come un padre e quello che è successo è terribile» lo ricorda Artemio Costanzi, che a Taricone ha ceduto l’attività e che ieri pomeriggio è tornato da Terni «per dare una mano in azienda, dove non c’è più nessuno». A Campagnano, dove si era trasferito con moglie e figlia, ‘o guerriero faceva una vita ordinaria: «Prendeva l’aperitivo da noi e spesso offriva qualche birra ai ragazzi del maneggio – dice Isabella, alla cassa del ristorante Il Baccanale dove Taricone cenava sempre con la moglie – Era generoso, non si è mai montato la testa. E salutava sempre prima di andar via. Solo una settimana fa gli avevo ricaricato il cellulare, non mi sembra vero». Nonostante fosse il meno appariscente della coppia, la star a Campagnano era lui: «Lo incontravo al supermercato a Le Rughe, da solo col carrello della spesa – dice Maria, alla gastronomia del paese – mi piaceva perché non voleva farsi riconoscere a tutti i costi. Era umile». Sgomento al bar Europa, dove Taricone si fermava spesso per un caffè: «Se n’è andato uno di noi». Sotto shock anche i più giovani del paese: «Lui ci faceva più impressione della moglie – dice Daniele, 17 anni – perché era un mito, aveva fatto il Grande Fratello e poi ha avuto il coraggio di cambiare di nuovo la sua vita». Unico neo, fatale, la passione per l’adrenalina: «Era un bravissimo padre – dice chi, in casa Taricone, ci ha lavorato – ma pazzo per il pericolo». -leggo.it-