Masola: non sono la Boyle italiana

Carmen Masola rifiuta il paragone con il brutto anatroccolo scozzese: «Io sono 17 anni che studio canto, lei no». «A dire il vero essere paragonata a Susan Boyle non mi piace molto: certo, ha una bella voce, ma non ha mai studiato canto, mentre io sono 17 anni che studio». Eccola Carmen Masola, la soprano vincitrice di Italia’s got talent, pronta a diffondere la sua musica colta con il primo album. Esce infatti oggi Vissi d’arte, una raccolta di nove grandi classici della lirica, arrangiati da Celso Valli, che la cantante 39enne di Novara interpreta con la voce e l’intensità emotiva che le hanno valso la vittoria al talent show di Canale 5. Fra le arie non poteva mancare Casta Diva di Bellini, con cui la soprano è riuscita a commuovere anche Gerry Scotti, conquistandosi l’appellativo di «Susan Boyle italiana». Il percorso artistico della soprano, rispetto a quella del brutto anatroccolo scozzese, è iniziato quando lei era piccola: «Cantavo in chiesa la domenica, poi ho fatto parte di tante corali e infine sono iniziate le lezioni al conservatorio, dove ho anche studiato arpa», racconta. Una vita di impegno e sacrifici «che ti insegnano a stare con i piedi per terra», di lavori d’ogni genere «che bastavano a mala pena per pagarmi le lezioni di canto» e di porte chiuse alle audizioni «perché dicevano che ero troppo grossa per stare sul palco». Con la consacrazione televisiva, la Masola spera che arrivino anche gli ingaggi nei teatri, anche se «incidere un disco è stata un’esperienza indescrivibile e lo rifarei». Definendosi una cantante lirica «un po’ particolare», la soprano racconta di adorare le moto, gli AC-DC, di sognare un concerto al Metropolitan di New York e un incontro con Renato Zero. -leggo.it-