Manovra da rivedere, anzi no

Sì all’incontro con i Governatori. Poi Berlusconi attacca i giornali: «Servirebbe uno sciopero». Il governo incontrerà le Regioni, ma non è chiaro se ci sarà un’apertura verso una correzione della manovra finanziaria. E’ giallo sulle parole pronunciate dal premier in Brasile. «Rivedremo la manovra» ha affermato appena giunto a San Paolo, concedendo qualche speranza ai governatori. Ma poco dopo Bonaiuti (che di Berlusconi è il portavoce) ha chiarito che il Presidente del Consiglio ha dato la disponibilità a incontrare le Regioni ma «quel sì non si riferiva certo alla possibilità di rivedere una manovra già delineata». Una posizione ambigua, dunque, che getta benzina sul fuoco di uno scontro che si fa sempre più acceso. I governatori continuano a definire iniqui e insostenibili i tagli e a minacciare la restituzione delle deleghe allo Stato. E assicurano di essere tutte compatte. Anche se la Lega continua a premere perché non siano penalizzate le regioni virtuose. Il premier finora non è stato tenero con gli enti locali, accusandoli di sprechi e inefficienze: «Abbiamo messo gli occhi dentro l’amministrazione dello Stato, le regioni, le province e i comuni e ci si è accapponata la pelle». Un vertice fra governo ed enti locali potrebbe svolgersi mercoledì, mentre già da oggi l’iter della manovra in Parlamento entra nel vivo, con la discussione in commissione al Senato. Lì verranno presentate proposte di modifica come l’innalzamento dell’età per la pensione per le donne della pubblica amministrazione, una riduzione delle misure per gli insegnanti e meno tagli alla sicurezza. Nessun dubbio invece sulle parole che il premier ha pronunciato contro la stampa, accusata di fare una «disinformazione inconcepibile» e auspicando uno «sciopero dei lettori per insegnare a chi scrive a non prenderli in giro». -leggo.it-