Balotelli fermato dai poliziotti per spari in strada

C’è un’Audi R8 parcheggiata in piazza della Repubblica. Nell’auto ci sono tre ragazzi di colore che sparano in strada, in pieno giorno. Una signora spaventata chiama immediatamente il 113. La polizia arriva sul posto in pochi istanti e circonda l’auto. Scopre che a bordo c’è Mario Balotelli. «Scusate, non volevamo creare allarme », ha detto subito il giocatore dell’Inter, davanti agli occhi stupiti degli agenti. Dopo gli accertamenti, i poliziotti hanno scoperto che si trattava di un’arma giocattolo di proprietà dello stesso calciatore. Nessuna denuncia per l’attaccante nerazzurro e i suoi amici, «perché si tratta di una ragazzata, un gesto innocuo», spiegano dalla questura. Il bomber, fresco dalle prove scritte per la maturità, se l’è cavata soltanto con una bella tirata d’orecchie. La ragazzata di Balotelli fa tornare alla mente un altro scherzo, che però, quella volta, finì in tragedia. Siamo negli anni Settanta. Luciano Re Cecconi, nel 1977, finge di avere una pistola ed entra con un compagno in una gioielleria di Roma. Si presenta col bavero alzato: «Fermi tutti questa è una rapina». Il gioielliere, Bruno Tabocchini, non lo riconosce e gli spara. Colpito in pieno, cade mormorando: «Era uno scherzo», ma muore poco dopo. -dnews-