Germania Inghilterra, la storia si rovescia

La storia alla rovescia. Il passato che torna. Il calcio che risarcisce i danni. Era entrata.Un metro almeno. Forse anche più. Comunque era dentro. Era gol. E sarebbe stato 2-2. Il pareggio, la rimonta, un’altra partita. E invece Larronda ha fatto giocare. Non ha visto. Non ha avuto dubbi. Non l’hanno aiutato. Quarantaquattro anni dopo. Ancora Germania-Inghilterra. E un gol fantasma a decidere tutto. Pure se poi è finita 4-1. E i tedeschi hanno dominato. Però quel pallone era entrato. E di tanto. Da Hurst a Lampard la storia infinita. Le polemiche di un calcio vecchio. La rabbia di chi è stato rubato. L’imbarazzo di chi ha vinto. La partita si gioca alla moviola. Wembley ’66 la finale mondiale che non è mai finita. Ieri a Bloemfontein la sfida per i quarti di nobiltà che continuerà per sempre. Tutto lì. In quell’azione maledetta. Il pallonetto di Lampard, il balzo di Neuer, la traversa, la palla che cade giù dentro la linea, l’estasi del pari, il tormento dell’arbitro che non se ne accorge. Si gioca, si gioca. La Dea Eupalla salva la Germania. Due a uno ancora. E poi tre, e quattro pure, e quasi cinque per vendicarsi anche di quell’umiliazione patita nel ’91 a Monaco di Baviera. Inghilterra a casa. E quindi una generazione di talenti. Le wags arrivate imbellettate. I 15mila sudditi di sua maestà in Sudafrica. Fabio Capello. Lui. L’ultimo italiano. L’orgoglio di Coverciano sulla panchina dei maestri. Il vincente. Perdente anche lui. Germania uber alles. Forte come non l’immaginavi. E diversa. Tecnica, agile, fantasiosa e con la potenza che geneticamente resiste al cambiamento. Undici "stranieri" di tutto il mondo in squadra. Figli di immigrati, doppi passaporti e origini sparse per il pianeta. Osil il turco delle meraviglie, Klose il polacco che è a quota cinquanta gol in nazionale, Muller la fierezza patria che rimane. Maglia numero 13 come il mito Gerd e doppietta ieri. Quattro a uno. La gioia tedesca, lel acrime inglesi. Solo Germania. E dall’inizio. Neuer-Klose l’azione perfetta. Il portiere rilancia, il bomber infila James cento metri più in là. Uno a zero dopo 20′. Poi il resto. Podolski freddo sotto porta, l’illusione con Upson, il gol fantasma di Lampard, le mani di Neumer che parano tutto, la traversa inglese, gli spazi larghi, il contropiede tedesco, la disperazione, la disfatta: Ozil, Podolski, Klose, Muller, è show, è vittoria, è la qualificazione ai quarti contro l’Argentina. Germania da far paura. Inghilterra dentro… no fuori. -epolis-