La Capitale finisce in liquidazione

Porta Portese finisce in vendita. E con la storica area del mercato più famoso della Capitale (arco escluso: quello è delle Belle Arti) sul libro delle liquidazioni finiranno anche il Sacher – il cinema di Nanni Moretti – l’ex Manifattura Tabacchi sulla Circonvallazione Ostiense, la tenuta di Capocotta a Castelporziano, l’Idroscalo di Ostia, l’ex Forte Tiburtino, una porzione del compendio di Villa Ada in via Salaria, la Capitaneria del porto di Fiumicino ma anche la Scuola agraria di meccanica a Capannelle in via Appia Nuova. Sono i beni che il Demanio è pronto a cedere agli enti locali, Comune e Regione in testa a tutti, per poter ripianare i debiti delle varie amministrazioni. Un pacchetto di beni, più o meno importanti, che porteranno – grazie alla legge sul Federalismo demaniale – entrati pesanti e fresche nelle casse ormai in rosso. Una notizia che l’assessore al Bilancio, Maurizio Leo, aspettava da tempo. Ora bisognerà solo attendere la formalizzazione dei controlli da parte del Demanio di Stato. Ma i gioielli elencati non sono i soli. La Capitale è infatti la città con maggiore tenute, immobili e terreni da vendere. Tra questi anche l’area della Villa Tevere sul Lungotevere Flaminio, la bella riserva di campagna di Pedica di Malpasso sulla Pontina Vecchia, l’Orto sperimentale a Casal de’ Pazzi, alcune ex case cantoniere lungo assi ferroviari, l’area ferroviaria del quartiere Ostiense in via Matteucci, oltre a esempi di archeologia industriale come la ex Fornace Sacchi a Guidonia. C’è però chi già ha paura che dietro queste vendite possano nascondersi interessi con alla base speculazioni edilizie. Dal Campidoglio arriva, in questo senso, una netta presa di posizione: «Ogni soluzione sarà attentamente vigilata da commissioni di controllo e saranno seguiti tutti i vincoli necessari». -leggo.it-