Il calcio italiano senza alternative

Nessuna scusa e nessun alibi. Almeno in questo la nazionale azzurra, davvero deprimente in questo mondiale, conserva la dignità. D’altronde il disastro in campo è tale da non permettere alcuna scappatoia. «L’analisi da fare è una sola – spiega Gianluca Zambrotta, uno dei senatori – con due punti in tre partite e l’ultimo posto nel girone è giusto andare a casa. Con la Slovacchia abbiamo fatto un bruttissimo primo tempo, nella ripresa siamo migliorati, potevamo anche avere un po’ di fortuna in più nella parte finale, ma è giusto fare il “mea culpa”». L’esterno del Milan non rinnega però il gruppo: «In questa nazionale c’era il giusto mix di giovani e giocatori esperti. La colpa è di tutti, non solo di Lippi, dobbiamo cancellare questa brutta prova ed andare avanti». Gigi Buffon, che ha seguito la partita persa con la Slovacchia a bordo campo, fa un’analisi più generale del nostro movimento pallonaro: «Il calcio italiano è questo – dice il portiere della nazionale, che ora si dovrà operare di ernia del disco – se in tre partite, comprese due contro Slovacchia e Nuova Zelanda, non riesci a vincere è giusto tornare a casa. Le colpe sono nostre, abbiamo deluso, è indiscutibile. Oggi, a parte il convulso finale, non abbiamo fatto vedere che avremmo potuto essere forti contro squadre di altro calibro». Come a dire, se pure l’Italia si fosse qualificata, sarebbe stata eliminata negli ottavi di finale, al primo ostacolo difficile. «Ci sono state insicurezze in campo – prosegue Buffon – non ho visto lacune e carenze enormi dal punto di vista fisico». Il portiere azzurro lamenta qualche assenza di qualità «La differenza rispetto al 2006 è che non ci sono tanti giocatori, come Del Piero e Totti. È mancato qualcosa in fase creativa. Non c’era qualcuno che poteva darci qualcosa in più in fase creativa». Mimmo Criscito è amareggiato: «Nel gruppo non c’erano problemi, peccato che non siamo riusciti ad esprimerci, il risultato era alla nostra portata contro squadre modeste. Chiediamo scusa, ma in campo abbiamo dato il massimo. Il mister è rammaricato perché credeva in noi». Daniele De Rossi è sulla stessa linea: «Abbiamo fatto una brutta figura. Ero tranquillo, non pensavo certo di uscire al primo turno. La voglia di nazionale? Ce l’ho ancora, sono convinto che in azzurro torneranno i bei momenti». Riccardo Montolivo non si dà pace: «Sono stati commessi tanti errori da parte di tutti, c’è poco da recriminare. Sono distrutto». L’amara chiosa è di Buffon: «Il nuovo ct (Prandelli, n.d.r.) aprirà un nuovo corso, mi auguro con le idee chiare. La situazione del nostro calcio non è ottimale. Se 2 anni fa si diceva che c’erano giocatori bolliti vuol dire che in giro, di meglio, non c’era e oggi ne abbiamo la conferma. Le alternative sono ridotte». Prandelli dovrà lavorare sodo… -dnews-