Il neo-ministro non va a processo

Non sono passati neanche 10 giorni dalla nomina a ministro ed Aldo Brancher invoca il legittimo impedimento. Lo fa nell’ambito del processo per il tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi, dove il neo esponente del Governo, con delega all’Attuazione del federalismo fiscale, è imputato con la moglie. Con il legittimo impedimento il ministro chiede la sospensione del processo fino al prossimo 7 ottobre. Il motivo? Ha bisogno di tempo per organizzare il nuovo ministero. Già la sua nomina aveva provocato critiche all’interno della maggioranza. Anche qualche fedelissimo del premier, come Gasparri, aveva escluso la necessità di un nuovo ministero. E Bossi aveva ribadito che l’unico ad avere competenza sul federalismo rimaneva lui. Oggi, con l’annuncio del ricorso alla legge sul legittimo impedimento, le polemiche divampano ancora più forti. E ancora non vengono solo dall’opposizione che, con Franceschini, sottolinea come la decisione di Brancher sia «la prova che la nomina aveva la finalità di salvarlo dal processo». Sono ancora una volta i finiani ad andare giù duro: «Questo è il suo primo atto da ministro – polemizza il sito Generazione Italia – votammo quella norma non perché servisse a mettere al riparo dai processi autorevoli esponenti politici, promuovendoli a ministri». Intanto il ministro dice di non aver nulla da rimproverarsi e di voler continuare a lavorare. Di fatica ne dovrà fare molta se le Regioni continueranno compatte a protestare contro i tagli previsti dalla manovra. Se dovessero, come minacciano, rimettere le deleghe allo Stato, addio federalismo fiscale. -leggo.it-