Obama si affida all’eroe dell’Iraq

«Io sostengo fortemente la strategia del presidente in Afghanistan». Troppo tardi, generale Stanley McChrystal. Le parole di circostanza non cancellano il passato. Barack Obama, quello «poco preparato sulla sua cavolo di guerra», lo ha rimosso, non ha potuto fare altro. Troppo gravi, e grevi, i giudizi sul numero uno della Casa Bianca, sul suo vice Joe Biden, sugli altri vertici dell’Amministrazione, affidati alla rivista Rolling Stone. Troppo delicato il periodo. Per il suo posto, alla guida delle truppe Isaf in Afghanistan Obama ha scelto il generale David H. Petraeus. Si era presentato ieri alla Casa Bianca con la lettera di dimissioni in tasca. Obama aveva detto che ci avrebbe pensato, ma i giochi erano già fatti: alla videoconferenza di metà mattinata nella Situation Room con Ahmid Karzai, Stanley McChrystal, a differenza di quanto avvenuto fino a pochi giorni fa, non ha partecipato. Inutile la difesa del presidente afghano: «McChrystal è una delle figure più importanti di questa alleanza». Venti minuti di faccia a faccia e l’addio si era consumato: Obama accettava le dimissioni, McChrystal non era più il comandate delle truppe Usa. L’avvicendamento, spiegherà poi Obama non è avvenuto «a causa degli insulti personali». E soprattutto: l’addio di McChrystal rappresenta «un cambio di personalità, non della nostra politica». Ora tocca a Petraeus (dopo l’interim affidato all’inglese Nick Parker). L’uomo che guidò il primo bombardamento su Bagdad nel 2003 ha un posto nella storia come l’eroe della guerra in Iraq, voluta da George W. Bush dopo che Saddam Hussein annunciò al mondo di voler essere pagato in euro per il suo petrolio. Guerriero e intellettuale, oltre al diploma di West Point, Petraeus esibisce un Ph.D. di Princeton in relazioni internazionali. Dopo l’Iraq, una nuova ribalta: in molti lo vedono già in corsa per la Casa Bianca nel 2012. -leggo.it-