Mentana: Io un pirla? La7 è una sfida

Mentana nuovo direttore del Tg: «Né di destra, né di sinistra».
«Non sono un pirla. E’ una sfida o una follia». Prende in prestito le parole di Josè Mourinho, da interista sfegatato, e, con la stessa disinvoltura del portoghese pigliatutto, dribbla le domande più spinose su chi o cosa non facevano concludere l’affare da 160mila euro lordi dal 1° luglio con l’ipotesi di un programma tutto suo. Per Enrico Mentana, a giorni nuovo direttore del tg di La7, ieri il battesimo del fuoco alla presentazione dei palinsesti autunnali della rete.
Lei, Mentana, come si sente, con la firma in sospeso, ma alla vigilia del ritorno alla guida di un tg?
«Se sono qui è perché il dado è tratto, anche se la firma dipende da motivi burocratici e dal rispetto delle scelte delle persone (Antonello Piroso, attuale direttore del tg, ndr). Qui mi sento come un panettiere tra mastri pasticceri dell’informazione del calibro di Gad Lerner, Lilli Gruber, Ilaria D’Amico e Daria Bignardi. Il mio compito è di sfornare ogni giorno le notizie, che non sono né di destra né di sinistra, con una squadra che vuole crescere e competere contro i pachidermi dell’informazione. D’altronde è un’anomalia della rete non avere un tg forte, così la prima cosa che chiederò per la redazione è di uscire dai contratti di solidarietà».
Quali ingredienti userà?
«Informazione a 360 gradi, anarchica e che valorizzi tutto. Con una buona dose di umiltà, perché tutti credono di essere santoni dell’informazione. Odio fare annunci a effetto, ma, a quanto pare, dare tutte le notizie, al giorno d’oggi, rappresenta una novità».
Obiettivi di ascolto?
«Voglio che parlino i fatti. Io ci metto la faccia con la conduzione. Spingeremo gli altri a essere più competitivi e, da settembre, saranno meno amichevoli. Questo è il momento propizio per il rilancio dell’informazione».
Un sogno lungo 10 anni.
«Sì, risale alla famosa cena milanese da carbonari subito tanati con Lerner e Fabio Fazio per dar vita al terzo polo. Ora resterò almeno 10 anni».
E la vecchia casa?
«Da Mediaset nelle ultime settimane incalzavano, anche il premier Berlusconi mi ha chiesto di tornare, ma La7 è arrivata prima». -leggo.it-