Manovra, Tremonti rompe con le Regioni

Doccia fredda sulle Regioni. Non ci sarà alcun alleggerimento dei tagli agli enti locali nella manovra finanziaria. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, incontrando i governatori, non ha lasciato adito a speranze: «La manovra è necessaria, altrimenti è il collasso. Il Pil è già previsto in calo dello 0,5%». E non c’è alcuna possibilità che avvenga una redistribuzione dei sacrifici fra amministrazione centrale ed enti locali. Il ministro ha concesso solo un’apertura, che però scontenterà la Lega: considerare come un unico comparto tutte le Regioni, comprese quelle a «statuto speciale che sono più ricche» così che «il concorso sia proporzionale alla disponibilità di ciascuna». Davanti al muro alzato da Tremonti, la reazione non poteva che essere negativa: «Dal governo nessuna apertura», ha commentato il presidente della Conferenza delle Regioni, Errani. Meno teso l’incontro del titolare del ministero di via XX settembre con i sindaci, che avevano inscenato una protesta di piazza. A loro, Tremonti ha concesso la possibilità di rivedere il patto di stabilità interno e anche di discutere sui tagli, ma senza toccare il saldo complessivo. Semaforo verde anche per la Service tax, un tributo unico chiamato Imu (imposta municipale unica). La tassa, che dovrebbe entrare in vigore nel 2012, andrebbe ad accorpare molte imposte nazionali pagate sugli immobili e farne un’unica imposta locale le cui aliquote dovrebbero essere determinate dai comuni. L’Imu dovrebbe essere inserita nel decreto attuativo sul federalismo fiscale. Tremonti ha escluso che con la Service tax possa essere reintrodotta l’Ici sulla prima casa, ma ogni Comune avrà autonomia impositiva. Dunque, il rischio rimane. -leggo.it-