Lippi, tridente rischia tutto: ci crediamo

I campioni del mondo non vogliono abdicare. Non c’è aria d’addio tra gli azzurri che oggi pomeriggio, a Johannesburg, con la Slovacchia si giocano il Mondiale. Va all’attacco Marcello Lippi. Con le tre punte. Convinto. Anzi, "voglioso, come tutta la squadra". Serve una vittoria, ma potrebbe bastare anche un pareggio, però è troppo rischioso mettersi a fare calcoli, vedere a fianco. "Non vogliamo che sia l’ultima partita. Vogliamo vincere e crediamo davvero di fare un grande percorso qui in Sudafrica – spiega il ct azzurro -. Sì, ce la possiamo fare: il cuore e lo spirito sono ancora quelli del 2006". Da Berlino, anche se sceglie la notte di Dortmund, quella del 2-0 alla Germania, all’ultima spiaggia dell’Ellis Park, quattro anni dopo. Non è un caso che in conferenza stampa al fianco di Lippi ci sia Fabio Cannavaro. I due scherzano, consapevoli del fatto "di non avere fatto benissimo finora" ammette il tecnico, che aggiunge il dispiacere di non avere vinto con la Nuova Zelanda ci ha condizionato, ma ora è superato. Meglio pensare a fare gol. Lippi su questo ha picchiato come un martello. Da quando siamo qui lavoriamo per velocizzare il gioco, per arrivare alla conclusione più rapidamente ed efficacemente. Su quello tutti ci rendiamo conto che dobbiamo migliorare, spiega. Tenta di farlo cambiando ancora. Ecco le tre punte: Pazzini più di Gilardino al centro dell’attacco, ai lati agiranno Pepe e Quagliarella, in vantaggio su Di Natale e Iaquinta. Ma c’è bisogno anche di mordere, e allora ecco Gattuso. Pirlo partirà dalla panchina, l’unica indicazione che dà Lippi di una formazione che anche Cannavaro dice di non aver capito beccandosi del bugiardo dall’allenatore che spiega: Nelle scelte ho tenuto conto della brillantezza fisica e delle doti tecniche, non del fatto che potremmo esser stanchi dopo due gare. Poi si allinea a Maradona, è vero non moriamo mai, ma sta anche con Bearzot nel 1982 gli avversari nel girone eliminatorio erano più forti. Anche della Slovacchia: È una squadra con attaccanti abili e veloci, si scambiano la posizione. Ma mette pressione a Hamsik e compagni che devono per forza vincere per passare. Quindi attaccare. E magari sbilanciarsi. -epolis-