Nodo farmaci sulla manovra: dovranno pagarli i cittadini

Mentre è polemica sui condoni e sui tagli alle regioni, virtuose o no, per la manovra spunta un nuovo fronte. È quello dei farmacisti che ieri si sono detti pronti a far pagare in anticipo ai clienti i farmaci di fascia A. Sotto accusa, l’articolo 11 della manovra, che obbliga le farmacie a versare alle Asl una tassa del 3,65%, che andrebbe a gravare sui conti delle 17 mila farmacie italiane che per il 60-70% del bilancio sono legate ai farmaci erogati dal Servizio sanitario. «Noi non vogliamo attivare proteste che ricadano sulla testa dei cittadini – ha spiegato la presidente di Federfarma Annarosa Racca – ma questa manovra mette a rischio l’assistenza farmaceutica ed è molto probabile che se non sarà modificata nel giro di qualche mese le farmacie saranno costrette a sospendere la dispensazione dei farmaci in regime di Ssn. E in quel caso i cittadini dovranno pagarsi i farmaci di tasca propria e chiedere il rimborso alla Asl». Insorgono subito le associazioni di Consumatori con il Codacons che si dice pronto a presentare delle denunce in Procura contro le farmacie inadempienti». Sul fronte dei tagli alle Regioni già oggi potrebbe tenersi l’incontro con il governo. L’ipotesi di un emendamento che risparmi i tagli alle regioni virtuose, pensato da Tremonti e sponsorizzato dalla Lega, potrebbe però creare una spaccatura nel fronte delle governatori che finora avevano bocciato in coro la manovra del governo. -dnews-