Gas, Mosca aumenta tagli a Bielorussia

Il colosso russo del gas Gazprom ha ulteriormente stretto i rubinetti per la Bielorussia, riducendo del 60% il flusso di metano destinato alla Repubblica ex sovietica da cui reclama il pagamento di arretrati per oltre 200 milioni di dollari. Lo ha annunciato il numero uno del gruppo moscovita, Aleksei Miller. Ieri, il leader bielorusso, Lukashenko, aveva ordinato di bloccare il flusso di metano russo verso l’Europa occidentale.

Si riaccende la scintilla della guerra del gas tra Russia e Bielorussia. La rottura definitiva è avvenuta dopo che lunedì scorso l’amministratore delegato di Gazprom, Aleksei Miller, aveva tagliato del 15% le sue forniture di gas alla Bielorussia, minacciando di ridurre il flusso progressivamente e fino all’85% in caso di mancato rimborso del debito. Il prezzo del gas per la Bielorussia, secondo il gruppo russo, è infatti fissato in 169 dollari per 1.000 m3, ma Minsk dall’inizio dell’anno ha pagato solo 150 dollari, accumulando un debito che si aggira intorno ai 192 milioni di dollari. Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko accusa però la Russia delle stesse mancanze, ovvero di non aver saldato il debito per il transito del metano stesso, che ammonterebbe a 70 milioni di dollari. Per questo Lukashenko ha ordinato al governo di chiudere il transito del gas russo verso l’Unione Europea, almeno finché Mosca non pagherà, o almeno accetterà un accordo: «Minsk ha chiesto una proroga del termine di pagamento, abbiamo i mezzi finanziari ma non liquidità», ha sottolineato il presidente bielorusso. Finora non si sono verificati disagi nei paesi dell’UE, ma la Commissione di Bruxelles si è immediatamente allarmata e ha chiesto a Russia e Bielorussia di adempiere agli obblighi contrattuali. La portavoce Marlene Holzner assicura: «Continuiamo a monitorare strettamente la situazione e ci aspettiamo che il gas verso l’Europa non subisca interruzioni». -dnews-