Mamma egiziana cerca di soffocare la figlia

Ha cercato di soffocare la figlia di appena 18 mesi ricoverata in ospedale, ma è stata fermata in tempo da infermieri e medici. Nessuno, all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, riesce a spiegarsi cosa sia scattato nella testa della mamma della piccola, una 28enne egiziana fermata dai carabinieri. Lei, sotto choc, si è difesa dicendo di essersi avvicinata al lettino perché la figlia stava male e aveva continui attacchi epilettici. Per fortuna, ora le condizioni della bambina sono buone e non è in pericolo di vita. La piccola, da alcuni giorni, si trovava nel reparto di neurologia dell’ospedale pediatrico perché doveva essere sottoposta a una lunga serie di esami: per questo motivo veniva monitorata dal punto di vista cardiologico e neurologico. Un controllo costante che ha permesso ai medici di notare in tempo reale la grave alterazione di alcuni parametri. Attraverso la telecamera per la sorveglianza a distanza, medici e infermieri ieri pomeriggio hanno assistito a una scena terribile: la madre si trovava vicino al lettino della figlia e stava cercando di soffocarla. Il personale dell’ospedale è immediatamente intervenuto nella stanza e ha bloccato la donna in pochi secondi, salvando così la bambina. «L’intervento immediato di medici e infermieri ha consentito di sottrarre la piccola a morte certa. Questione di pochi secondi», dice Massimiliano Raponi, direttore sanitario del Bambino Gesù. Sull’episodio indagano i carabinieri nonostante l’ospedale si trovi nel territorio della Santa Sede e quindi in zona extraterritoriale. Secondo gli investigatori, l’egiziana ha altri figli e già in passato aveva manifestato comportamenti preoccupanti. Sulle motivazioni che l’hanno portata a un gesto così estremo, i carabinieri ancora non si sbilanciano. -dnews-