Bossi duella con Fini

Sembra di essere tornati ai tempi in cui Gianfranco Fini diceva che con Bossi non avrebbe più preso “neanche un caffè”. Erano i momenti del ribaltone, quando il Senatùr, insieme a Buttiglione e a D’Alema, era riuscito a buttar giù Berlusconi, anzi: ”Berluskatz” come lo chiamava allora, e il suo governo uscito vincitore, ma non di molto, dalle urne del 1994. Tanti anni sono passati e le parti si sono invertite: l’alleato più fedele e di Berlusconi è diventato Bossi, che ha anzi conquistato il centro della coalizione di maggioranza, mentre l’”eretico” è ora Fini, il presidente della Camera sempre a un passo dalla rottura con il Pdl formato Cavaliere. Ma quel che è uguale a tanti anni fa è che Fini e Bossi continuano a duellare darsele di santa ragione. Come ieri, quando l’ex leader di An è tornato a ripetere che “la Padania non esiste”, che “esiste solo l’Italia” e che presto si impegnerà di più al Nord per far crescere le idee politiche in cui crede “nel nome dell’unica Nazione che ci accomuna”. Quanto alla “favola padana”, serve – secondo Fini – solo a gridare, a far propaganda, e a “lasciare le cose come stanno”. Insomma, un affondo ben assestato. Cui questa volta Bossi ha risposto per le rime, tirando di nuovo fuori i famosi dieci milioni di “padani” pronti a “difendere la loro patria” e che certo non sono disposti ad accogliere a casa loro Fini “che spara contro il Nord”. Bossi non si è accontentato e ha attaccato persino la Nazionale, insinuando che gli azzurri “compereranno” la prossima partita con la Slovacchia. Una vera zuffa. I berlusconiani come Frattini o Cicchitto hanno provato a smorzare i toni ma la polemica ormai è troppo accesa, e pone ancora una volta Berlusconi nella delicata situazione del paciere. A ben guardare però il Cavaliere con questo scontro interno ha anche da guadagnarci: maggiori margini di iniziativa politica sia verso la Lega che verso l’area finiana. -epolis-