Gasparri: Fiat non tradisca gli operai

Gasparri invita la Fiat a rispettare gli esiti "inequivocabili" del referendum fra i lavoratori di Pomigliano. "Ci auguriamo che i vertici della Fiat tengano fede al patto e confermino la quantità di investimenti che avevano annunciato per Pomigliano", dice il capogruppo del PdL al Senato. "La fiducia degli operai -nota- non va tradita, come non vanno traditi gli accordi con quei sindacati" che "si sono dimostrati lungimiranti". Finalmente "si torna ad ad investire in Italia" e Pomigliano può essere un precedente positivo.

Hanno votato anche i “sepolti vivi”, i cassintegrati reintegrati per un giorno. Poi tutti gli altri. Un esercito di 4.642 tute blu, su 48811 iscritti al libro matricola della Fiat, che a larga maggioranza ha detto sì all’accordo separato su Pomigliano d’Arco. Tra le prime sessanta schede scrutinate, il no è uno solo. Il risultato è ufficiale in serata, ma l’esito è scontato sin dal mattino: più che un referendum, sarà un plebiscito. E così è stato. Il dato sull’affluenza si attesta al 95 per cento. Il Lingotto ha il placet dei lavoratori per rilanciare lo stabilimento campano. La produzione della Panda potrà essere trasferita a Napoli dalla Polonia. Quei settecento milioni di investimenti potranno essere sbloccati, garantendo la sopravvivenza dell’impianto e del suo indotto che dà lavoro a quindicimila persone. Messa così, è una giornata di festa. Ma a Pomigliano molti non sorridono. La croce sul sì fa paura, quasi quanto quella sul no. Il posto in fabbrica ora è assicurato, ma sui diritti di sciopero e malattia – la Fiom ne è convinta – sarà una carneficina. I metalmeccanici della Cgil sono stati gli unici a non firmare l’intesa sottoscritta a Roma da Fim-Cisl, Uilm, Fismic e Ugl. Quest’accordo, hanno urlato fino all’ultimo, è un ricatto che obbliga a scegliere tra la vita e la morte. L’ultimo affondo del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, è di ieri. La consultazione, insiste, si svolge in una giornata pagata ad hoc dalla Fiat, con pesantissime interferenze e pressioni da parte della direzione aziendale. Gli esempi si sprecano: Si va dalla presenza ai seggi di rappresentanti dell’azienda, alla consegna ai lavoratori e alla proiezione nei reparti di dvd che invitano a votare sì. Qualunque sia l’esito, ribadisce Landini prima della pubblicazione dei risultati ufficiali, i metalmeccanici Cgil ìnon firmeranno l’accordoì. Il plebiscito delle tute blu non tranquillizza il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nonostante l’assenso dei democratici al piano Marchionne. Noi abbiamo detto che l’investimento deve essere preservato, e per questo siamo favorevoli all’accordo – spiega -, ma adesso non se ne faccia troppo sbrigativamente un modello. Ora che la vittoria del sì è stata incassata, ìmi aspetto che la Fiat mandi avanti i progettiì. -epolis-