Foibe e Levi non fanno la felicità

Bocciati Primo Levi e le foibe, per superare l’esame di Stato uno studente su tre ha scelto la ricerca della felicità. La maturità è entrata nel vivo e a rompere il ghiaccio è stata come sempre la prova di italiano che, puntuale, non ha mancato di sollevare polemiche. Oggi si replica con la seconda prova scritta, quella di indirizzo. I primi dati raccolti dal Miur non lasciano dubbi: il 36,9% dei candidati ha scelto la stesura del saggio breve ispirato alla ricerca della felicità, con spunti dalla Costituzione italiana e dalla Dichiarazione di indipendenza dei 13 Stati Uniti d’America, il 25,3% ha preferito il tema di ordine generale sugli usi della musica nella società contemporanea, il 19% ha scelto il saggio breve tecnico-scientifico sugli alieni «Siamo soli?» ed il 9,2% si è dedicato al saggio su “Piacere e piaceri”, toccando temi cari a D’Annunzio, Botticelli e Picasso. Scarse invece le preferenze per le altre tipologie: solo lo 0,6% infatti ha scelto il tema storico sulle Foibe, il 4,3% il saggio sul ruolo dei giovani nella storia, con i discorsi di Mussolini, Togliatti, Moro e Giovanni Paolo II, ed il 4,7% l’analisi del testo di Primo Levi, tratto da «La ricerca delle radici». Decisamente un flop, dunque, per gli scritti di ordine storico e le motivazioni arrivano dal web: «Con i programmi svolti in classe non arriviamo a Primo Levi né alle foibe», reclamano gli studenti ed aggiungono che «negli esami meglio non toccare argomenti o personaggi politici, si rischia sempre». Ora non resta che pensare alla seconda prova, fissata per oggi: non mancano le previsioni, fallite per italiano, che vorrebbero al classico per la versione di greco Plutarco e Demostene, al liceo pedagogico Don Milani e per i tecnici commerciali il bilancio ed il budget. -leggo.it-