L’Italia torna sul Ringhio

Cozze, molluschi e crostacei della sua pescheria di Gallarate possono aspettare. Gennaro Gattuso, che ha annunciato il suo addio all’azzurro al termine del mondiale, deve pensare a pescare i tre punti che servono all’Italia per richiudere le valigie e restare in Sudafrica per giocare almeno gli ottavi di finale. Nella rivoluzione che Lippi ha in mente per la gara di domani contro la Slovacchia, Ringhio ha un posto di primo piano: terzo mediano nel 4-3-3 della speranza accanto a De Rossi centrale e a Montolivo esterno sinistro, con il recuperato-convalescente Pirlo in panchina ad aspettare tempi migliori. La vita azzurra di Gattuso ricomincia dunque da dove si era interrotta, cioè dalla Confederations Cup giocata un anno fa in Sudafrica «sbagliai a giocare con una mezza gamba, mi sentivo forte invece con la salute non si scherza». Di lì l’annata storta che si è portato appresso anche nel Milan. Ora, però, Ringhio è pronto. Anzi, deve essere pronto per aiutare Marcello Lippi che gli aprì le porte della nazionale a uscire dalle secche di un gioco lento che non ha mai quelle impennate di ritmo fondamentali per sorprendere le difese avversarie e fare gol. Gattuso indosserà la maglia numero 8 azzurra per la 73ª volta. L’ultima apparizione nell’amichevole pre mondiale con la Svizzera del 5 giugno scorso. Ciò che Gennaro lascerà all’Italia pallonara non saranno ovviamente i gol: ne ha segnato finora soltanto uno, nell’1-0 all’Inghilterra nell’amichevole giocata a Torino il 15 novembre del 2000, alla sua quarta presenza con l’Italia dei grandi. Nel momento del bisogno, logico che Lippi punti su Gattuso. Uno che in Nazionale, come nel Milan, ha sempre dimostrato di cementare il gruppo. Anche in Sudafrica, nella recente conferenza stampa nella quale ha annunciato l’addio alla Nazionale, ci ha tenuto a specificare che «non mi sento il capitano non giocatore ma il numero 8 dell’Italia e conto di giocare. Ma verrei in Nazionale anche a portare l’acqua e se c’è da dare un consiglio ai più giovani non mi tiro indietro». Domani non ci sarà solo bisogno di dare consigli, ma di correre, correre, correre. Alla Gattuso. -leggo.it-