Sepe: Ho agito solo per il bene della Chiesa

«Vado avanti sereno. Tutto quello che ho fatto l’ho fatto per il bene della Chiesa con massima trasparenza». Il cardinale Crescenzio Sepe prende la parola a due giorni dall’apertura dell ’indagine per corruzione nei suoi confronti da parte dei pm perugini nell’ambito dell’inchiesta sui grandi eventi. Il porporato, come annunciato domenica scorsa, scrive una lettera aperta alla città per chiarire alcuni aspetti della gestione della congregazione vaticana Propaganda Fide – che si occupa anche del patrimonio immobiliare della Chiesa – negli anni dal 2001 al 2006. In particolare due gli episodi su cui vogliono fare chiarezza i giudici. Da un lato l’assegnazione di una casa a Guido Bertolaso («Affidai la faccenda al mio collaboratore Francesco Silvano e poi non m’informai più», spiega Sepe) e la vendita a un prezzo agevolato di un edificio in via dei Prefetti a Roma all’ex ministro Lunardi («Il palazzo andava restrutturato e il prezzo fu basso perché Lunardì si accollò l’onere dei lavori»). Intanto nei prossimi giorni in Vaticano potrebbe arrivare la richiesta di rogatoria internazionale dei giudici di Perugia sull’attività di Propaganda Fide dal 2004 al 2006. I magistrati sembrano infatti intenzionati a svolgere nuovi accertamenti su appalti, mutui e conti riconducibili alla Congregazione Ieri è stata infine depositata al tribunale dei ministri la richiesta di autorizzazione a procedere per Lunardi. Il tribunale avrà comunque 90 giorni per esprimere il proprio parere. -dnews-