Marea nera, Teheran: la falla la tappiamo noi

C’è qualcuno, come Teheran, che nella marea nera ci sguazza. Dai Guardiani della Rivoluzione arriva l’offerta d’aiuto agli Stati Uniti per tappare l’ecodisastrosa falla nel Golfo del Messico. Una mano tesa, che cela un pugno a «quei Paesi che pensano di essere la culla della tecnologia e superpotenze in campo economico e industriale», e che invece annegano nel mare di petrolio provocato dall’esplosione della Deepwater Horizon. La proposta del generale Rostam Qasemi, capofila della holding dei pasdaran Khatam al-Anbiya, una delle quindici società iraniane sanzionate dall’Onu, è di inviare oltreoceano gli esperti di Teheran. Una maniera efficace per dimostrare la «crisi tecnologica dell’Occidente», ma anche l’inefficacia delle sanzioni, già sbandierata dal presidente Mahmud Ahmadinejad all’indomani dell’approvazione della risoluzione delle Nazioni Unite. Tre decenni di punizioni, ci tiene a precisare Qasemi sul sito web dei Guardiani della Rivoluzione, non hanno impedito ai pasdaran «di sviluppare le conoscenze necessarie per risolvere questi disastri ambientali ». Per la British Petroleum, responsabile della fuga di greggio, il peggio non è affatto passato. Insieme alla notizia, diffusa dall’agenzia Bloomberg, che il colosso avrebbe già sborsato due miliardi di dollari per riparare ai danni, arriva un’altra doccia fredda. È la confessione di un operaio della piattaforma britannica, scampato alla tragedia. «La Bp sapeva che c’erano falle nel sistema di sicurezza della Deepwater Horizon settimane prima che quest’ultima esplodesse», rivela Tyrone Benton alla Bbc. Il racconto del sopravvissuto non finisce qui. Il sistema di sicurezza difettoso – riferisce l’emittente britannica – non fu aggiustato, ma chiuso. Ripararlo avrebbe significato interrompere l’attività di trivellazione facendo perdere alla Bp 500mila dollari al giorno. Al fuoco incrociato sulla compagnia si aggiunge anche uno strip club di New Orleans. È il “Mimosa Dancing Girls”, i cui proprietari hanno fatto causa all’amministratore delegato di British Petroleum. Il locale era frequentato dai pescatori della Louisiana, rimasti senza soldi per mangiare, figuriamoci per divertirsi. L’istanza delle spogliarelliste non convince Kenneth Feinberg, zar dei risarcimenti di Bp. «Ho dubbi su questa causa», ammette sconsolato, «troppi dubbi». -epolis-