Sepe: il Vaticano approvò i bilanci

G8 e appalti. Sepe si difende: «È tutto trasparente Bertolaso? Me ne parlò Silvano». Lunardi, si procede. Perdona chi lo ha voluto colpire «dentro e fuori la Chiesa». Ma subito dopo il Cardinale Crescenzio Sepe, indagato nell’inchiesta per gli appalti del G8, tira fuori il pezzo forte delle sue dichiarazioni: «Ho avuto i bilanci puntualmente approvati dalla Prefettura per gli affari economici e dalla Segreteria di Stato». In altri termini: la Santa Sede sapeva. «Accetto la croce», aggiunge un Sepe convinto che «da questa inattesa prova usciremo tutti più forti». Poi risponde «ai tre addebiti che mi vengono fatti per la responsabilità avuta in quanto Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide». La casa di Roma a Bertolaso? «L’esigenza della concessione di un alloggio mi venne rappresentata da Francesco Silvano (suo stretto collaboratore per il Giubileo e per Propadanga Fide, ndr). Feci avere a Bertolaso ospitalità presso il Seminario, ma aveva problemi di orario, per cui incaricai lo stesso dottor Silvano di trovare altra soluzione della quale non mi sono più occupato». E la vendita del palazzetto di via dei Prefetti a Pietro Lunardi? «Il prezzo, basso, fu determinato prima dell’interesse all’acquisto di Lunardi. I soldi furono incassati e subito destinati all’attività missionaria». Sta di fatto che gli atti di Lunardi vengono trasmessi al Tribunale dei Ministri: quindi, si procede. Infine i lavori di messa in sicurezza statica di un lato del palazzo vescovile di piazza di Spagna: «Fu accertata la competenza dello Stato italiano e furono eseguiti lavori di ripristino e ristrutturazione con onere parzialmente a carico della pubblica amministrazione». Insomma, tutto trasparente. Parola di Cardinale. -leggo.it-