Eminem, il rap diventa buono

Eminem cantante e produttore nel settimo cd evita attacchi e polemiche: «Sono maturato, credo di essermi calmato». Non c’è più Eminem il razzista, l’omofobo, il rissoso, il rabbioso, il polemico. Adesso c’è soltanto Eminem, rapper numero uno al mondo, che domani pubblica il suo settimo album di inediti. Un disco, Recovery, all’insegna (quasi) della bontà, ricco di tematiche forti e importanti, ma per la prima volta nella sua storia, senza attacchi frontali ad artisti o istituzioni. Il disco in origine nasceva come il sequel di Relapse, l’album rap che ha venduto di più lo scorso anno e che gli è valso l’undicesimo Grammy Award. Invece il rapper di Detroit si è preso più tempo per un lavoro innovativo, nei tesi e nelle melodie. «Siccome ho continuato a registrare e a lavorare con nuovi produttori, l’idea di un seguito a Relapse ha cominciato a perdere progressivamente di significato, e ho voluto fare un album completamente nuovo. La musica di Recovery è uscita molto diversa da Relapse, e penso meriti il suo titolo», le parole del 37enne che per l’occasione ha chiesto e ottenuto la collaborazione di molti colleghi: DJ Khalil, Just Blaze, Jim Jonsin e Boi-1da. Per capire la rivoluzione insita nel disco inedito, Eminem in un’intervista al New York Times si è detto pure favorevole ai matrimoni gay: «Tutte le cose che ho detto in passato, in quel momento le pensavo. Ma credo di essermi calmato un po’. La mia visione sulle cose è maturata rispetto a come era prima. Penso che tutti dovrebbero avere la possibilità di essere infelici alla stessa maniera, se lo vogliono»: uscito dalla dipendenza dalle pillole (antidolorifici e antidepressivi) che lo aveva quasi ucciso nel 2005, ora Eminem assicura di essere «pulito da due anni». Poco contavano i 72 milioni di dischi venduti nella sua storia per uno cresciuto senza padre, nella miseria e col veleno in corpo: ha rischiato più volte di finire nel baratro e si è salvato grazie alla musica. My name is e Sing for the moment sono solo due delle hit partorite in 15 anni durante i quali Marshal Mathers III si è dedicato anche al cinema e alla produzione, sua ultima passione. -leggo.it-