Lippi: non vogliamo andare a casa

«Aspettate con le sentenze, perché vi potreste pentire più avanti». E’ Marcello Lippi, quello di sempre sempre. Che lancia un avvertimento, anche nel giorno della figuraccia contro una delle nazionali più deboli del pianeta, va allo scontro con i media italiani. Per difendere se stesso e le sue scelte. Per dovere di cronaca, il cittì ammette alcuni errori del suo gruppo. Che però non abbandona mai, nemmeno dopo il pareggio con la Nuova Zelanda. «Non credo, come ho già detto in passato, di aver lasciato a casa fenomeni tali da farci vincere questa partita. E se, quelli a cui alludete, fossero stati qui, interpretando la gara come abbiamo fatto avrebbero avuto le stesse difficoltà di chi è andato in campo. Insomma non sono pentito per aver rinunciato a qualcuno. Sarebbe stato meglio fare questa domanda tra una settimana, perché così rischiate di rimangiarvi tutto pure stavolta. Bearzot, nell’’82, con tre pareggi nelle prime tre gare ha vinto il mondiale». Prende fiato e attacca ancora: «Non sono affatto in preda al panico. Ho 62 anni, da 35 sono nel calcio, ho la fortuna di fare questo mestiere da tempo. Ho giocato tante gare a un certo livello e ho pure vinto, il mondiale e la Champions, una volta ero eliminato sino all’ultimo minuto del girone di qualificazione e un gol che segnarono altri qualificò la Juve che si aggiudicò la coppa. L’Italia è in difficoltà, lo so bene. Ancora una volta siamo stati poco fortunati, ma qualcosa di più bisogna fare. E se non battiamo la Slovacchia, è giusto uscire dalla competizione. Ma, come sapete, potrebbe pure bastare un pari. Noi non vogliamo andare a casa». E a chi gli contesta il rigore: «Netto il fallo dsu De Rossi, come c’erano le otto gomitate in faccia di Fallon». Si innervosisce ripensando al gol preso su palla inattiva, simile a quello incassato contro il Paraguay: «Alla prima palla in mezzo, pure stavolta, gli avversari hanno fatto gol. Potrebbe anche essere solo una coincidenza e preferisco pensare così». Il cittì già sa che il flop contro la Nuova Zelanda farà arrabbiare i tifosi: «Dopo il pari col Paraguay, non c’è stata delusione e amarezza in Italia per la nostra prova. Ma non sarà così dopo questa partita: la gente è condizionata dal risultato contro una nazionale modesta e si può capire. Facciamo il nostro mea culpa e pensiamo alla gara contro la Slovacchia: abbiamo entusiasmo e carattere per restare in Sudafrica. Se ci riusciremo bene, in caso contrario è normale che deluderemo tutti». -leggo.it-