Il Cile sogna con Sanchez el maravilla

Velocità, dribbling e cross al bacio. Basta questo per descrivere Alexis Sanchez, el Niño maravilla, che fa sognare il Cile impegnato oggi nella sfida decisiva del gruppo H contro la Svizzera. Vincendo i sudamericani staccherebbero virtualmente il biglietto per gli ottavi di finale: sarebbe il secondo miglior risultato di sempre, come nel ’98 in Francia e peggiore solo del 3° posto datato ’62 e conseguito in casa. Exploit che lenirebbe le ferite di un Paese ancora scosso dal catastrofico terremoto del 27 febbraio scorso costato la vita a 452 persone. Tra i tre piccoletti dell’Udinese approdati in Sudafrica Sanchez è quello che se la sta passando meglio. I nostri Di Natale e Pepe, infatti, si sono depressi nelle miserie azzurre mentre lui, il cileno, con il bell’esordio contro l’Honduras (battuto 1-0), si ritrova gli occhi del mondo addosso. Sir Alex Ferguson è da tempo sulle sue tracce e pare abbia convinto il Manchester United a mettere da parte 30 milioni di euro, da offrire a Pozzo per portarlo via da Udine. Sarebbe l’ennesima favolosa plusvalenza per il club friulano abile, due anni fa, a resistere ai 20 milioni offerti (manco a dirlo) dallo United di Ferguson e a portarlo in serie A togliendolo agli argentini del River Plate. Sì perché il lungimirante club friulano, all’epoca munito della task-force guidata da Manuel Gerolin che monitorava l’intero pianeta calcistico, già nel 2006 bruciando la concorrenza di Villarreal e Werder Brema, sborsando appena due milioncini si era assicurato il diciottenne astro nascente del calcio cileno. Sanchez si è meritato il soprannome di niño maravilla (ovvero bambino stupefacente) bruciando le tappe e mettendosi in luce nel Cobreloa segnando 12 gol ad appena 17 anni. Due anni dopo il suo nome finisce sui taccuini dei procuratori di mezzo mondo dopo il Mondiale under 20 giocato in Canada, dove spinge il Cile fino al terzo posto. Dal Cobreloa l’Udinese lo gira al Colo Colo con cui vince il campionato Clausura 2006 e quello Apertura 2007, quindi lo manda a farsi le ossa al River Plate con cui vince il Clausura 2008. L’esame argentino è superato e l’Udinese lo ritiene pronto per la serie A. Due campionati, 64 partite, 8 gol ma soprattutto decine di assist. Per info, chiedere a Totò Di Natale. -leggo.it-