Brancher è ministro per il Federalismo

Il governo si arricchisce di un nuovo ministero. Aldo Brancher passa – a sorpresa – da sottosegretario alle Riforme a ministro per l’Attuazione del federalismo fiscale. Ministro senza portafoglio, precisa Tremonti per parare la diatriba sui costi. Le opposizioni insorgono comunque. E Pd e Idv sospettano che la nomina sia un escamotage per fa sì che Brancher possa saltare le udienze del processo Antonveneta. «Le polemiche le fa chi perde tempo», risponde il neoministro, ex sacerdote, coinvolto in Tangentopoli e da sempre anello di collegamento tra Berlusconi e Bossi. E chiede di essere giudicato per quel che farà. La promozione di Brancher viene sancita in mattinata dal Consiglio dei ministri. Poi Berlusconi e Letta salgono sul Colle per la firma di Napolitano. E subito l’Idv si scaglia contro le grane giudiziarie di Brancher. Il quale è imputato in uno stralcio della vicenda per la tentata scalata di Bpi ad Antonveneta, accusato di appropriazione indebita per una somma avuta da uno dei «furbetti del quartierino », l’ex ad di Banca Popolare Italiana Gianpiero Fiorani. La prossima udienza sarebbe sabato ma i suoi legali dicono di non aver ancora deciso se avvalersi del legittimo impedimento (che sospende i processi per 18 mesi). L’Idv promette un’interrogazione parlamentare. Perché «una ragione ci deve essere e c’è», sostiene Di Pietro: «Quella di ringraziare Brancher per ciò che non ha detto durante la prima Repubblica o per ciò che ha fatto o non deve dire in questa». Sarcastico il segretario del Pd Bersani: «Non capisco che senso abbia un altro ministro che si occupa di federalismo visto che sono già tre». Sulla stessa linea l’Udc che con Casini dice: «L’Italia è in difficoltà e non possiamo illudere la gente con nuovi ministeri o riforme costituzionali impossibili». -epolis-