Don Gelmini rinviato a giudizio, molestie sessuali su giovani

Avrebbe molestato sessualmente dodici giovani che erano ospiti della Comunità Incontro di Amelia. Con questa accusa il giudice per l’udienza preliminare di Terni, Pierluigi Panariello, ha deciso il rinvio a giudizio di don Pierino Gelmini, il fondatore del centro di recupero per tossicodipendenti. Il 29 marzo del 2011 inizierà il processo che vedrà imputata anche Patrizia Guarino, la madre di uno degli accusatori del sacerdote che avrebbe favorito don Gelmini rivelandogli l’intenzione del figlio di denunciarlo. È stato invece assolto «per non avere commesso il fatto » Gianpaolo Nicolasi, un collaboratore della Comunità Incontro che aveva chiesto e ottenuto di essere processato con il rito abbreviato. Ieri, nel corso dell’udienza preliminare, sono stati ascoltati dieci degli accusatori di don Gelmini con la formula dell’incidente probatorio, per cui le loro dichiarazioni avranno valore di prova in sede processuale. «Si è rafforzato il quadro indiziario che era già ben solido durante le indagini preliminari », ha spiegato Gaetano Pinto, legale di uno dei ragazzi. Protestano invece gli avvocati del sacerdote, che non era presente in aula. «Manca la prova certa per dimostrare la sua responsabilità », ha detto Lanfranco Frezza, mentre per Filippo Dinacci l’impianto accusatorio si basa solo «sulle dichiarazioni delle persone offese che si caratterizzano per una enorme serie di contraddizioni e per continue ritrattazioni». Il governo, intanto, ribadisce il suo sostegno al fondatore della Comunità Incontro. «Resto convinto che il giudizio confermerà che don Gelmini ha agito e agisce per difendere la vita di migliaia di persone strappate alla droga e all’emarginazione in ogni parte del mondo», ha dichiarato il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. Duro il commento di Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: «La testimonianza di decine di migliaia di giovani e una vita spesa per salvare migliaia di ragazzi dall’incubo della droga non sono stati sufficienti per la giustizia italiana ». Le presunte violenze si sarebbero consumate nella struttura di recupero di Amelia, in provincia di Terni, fra il 1999 e il 2004; all’epoca dei fatti almeno due dei ragazzi coinvolti – che avevano denunciato di essere stati "palpeggiati, moltestati e costretti ad atti sessuali" – erano minorenni. I loro racconti erano stati giudicati attendibili dalla Procura di Terni, che nel marzo del 2008 aveva sollecitato il rinvio a giudizio del sacerdote per violenza sessuale; solo pochi giorni prima, il Papa aveva accolto la richiesta di don Gelmini di essere dimesso dallo stato clericale per difendersi da queste terribili accuse. -epolis-