Condannato si fa fucilare, l’esecuzione nello Utah

Hanno respinto tutte le sue richieste, tranne una: quella di morire fucilato. Come non accadeva da quattordici anni nello Stato americano dello Utah. È la storia di Ronnie Lee Gardner, 49 anni, giustiziato ieri a mezzogiorno da cinque cecchini. Dal 1985 nel braccio della morte, Gardner era stato condannato per aver ucciso un avvocato. Aveva aperto il fuoco durante un tentativo di fuga dal tribunale, dove era in corso un processo a suo carico per furto e omicidio. Dall’inizio della fine, venticinque anni fa, Ronnie e i suoi avvocati hanno chiesto decine di volte la conversione della pena capitale in ergastolo. Negata dalla Corte Suprema, dalla Corte d’appello di Denver e dal governatore dello Utah. L’ultimo tentativo 24 ore prima dell’esecuzione, quando il governatore Gary Herbert ha chiuso una volta per tutte il capitolo Gardner. Questa vicenda, ha spiegato, «è stata esaminata da numerosi tribunali in modo completo ed equo». Da qui è iniziato il conto alla rovescia, accompagnato dalla lettura del romanzo "Divine Justice" di David Balacci e dalla trilogia del "Signore degli anelli" in dvd. Dopo l’ultimo banchetto a base di bistecca, aragosta, apple pie, gelato alla vaniglia e 7Up, è iniziato il digiuno di 48 ore. Ieri mattina, Ronnie è stato legato a a una sedia, con un cappuccio in testa. Il plotone d’esecuzione ha aperto il fuoco a otto metri di distanza, puntando a un panno bianco appuntato all’altezza del cuore. Gardner è morto in pochi secondi, con il corpo trivellato di colpi. «Ha voluto che nessuno lo vedesse. Mi dispiace non esserci stato», ha dichiarato alla stampa il fratello Randy. Mentre Donna Nu, la fidanzata dell’epoca, è convinta che neanche l ‘avvocato assassinato avrebbe voluto che morisse: «Michael Burdell era un’anima gentile». Così come i familiari del legale ucciso, contrari alla pena capitale. I proiettili dei cecchini spaventavano Gardner meno dell’iniezione letale, o della sedia elettrica. Quello che viene considerato un metodo "barbaro" di uccidere era per lui la fine «meno dolorosa». Ronnie stesso ne aveva parlato con i suoi avvocati, lo scorso mese di aprile, quando aveva chiesto di essere fucilato. Il codice penale approvato nello Stato dello Utah nel 2004 prevede che tutte le esecuzioni avvengano con l’iniezione letale, ma concede ai detenuti condannati prima della sua entrata in vigore di scegliere la fucilazione. Ronnie Lee Gardner era uno di quelli. -epolis-