La Cassazione sulla cricca del G8: era un sistema spegiudicato

La "cricca" coinvolta negli appalti per la scuola dei marescialli dei carabinieri di Firenze e per altre opere si muoveva in una «situazione in attuale divenire, caratterizzata dall’utilizzazione spregiudicata di un sistema di relazioni professionali e personali che ha realizzato una rete di interessi intrecciati» non legittimi. La Cassazione ha depositato le motivazioni relative all’udienza dello scorso 10 giugno che ha traslocato a Roma l’inchiesta fiorentina sul G8, confermando le misure cautelari per gli indagati. Affrontando il tema della «sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza» a carico di Fabio De Santis, Guido Cerruti, e Francesco De Vito Piscicelli, la Suprema Corte ha rilevato che gli indagati facevano parte «di un sistema di potere in cui appare normale accettare e sollecitare utilità di ogni genere e natura da parte di imprenditori del settore delle opere pubbliche, settore nel quale quei pubblici ufficiali hanno potere di decisione e notevole potere di influenza, e gli imprenditori hanno aspettative di favori ». Intanto i magistrati di Roma sono già al lavoro sui 40 faldoni ricevuti giovedì dai magistrati di Firenze. Il procuratore aggiunto Alberto Caperna e i sostituti Ilaria Calò e Roberto Felici stanno esaminando gli atti per poter chiedere al gip e ottenere entro il 30 giugno la conferma delle misure cautelari. Nel capoluogo toscano continua invece l’attività giudiziaria alla ricerca di nuove prove nuove in grado di radicare la competenza a Firenze: la decisione della Cassazione, infatti, si riferisce «allo stato degli atti» esaminati il 10 giugno e a «imputazioni provvisorie» che potrebbero essere modificate all’udienza con rito abbreviato fissata per il 6 luglio a Firenze. Ma la "battaglia" dei magistrati toscani appare decisamente in salita. Il «corrispettivo» pattuito dagli accordi dagli indagati – tra i quali l’appalto per la Scuola dei Marescialli dei carabinieri a Firenze, rappresenta solo uno degli «obiettivi» ai quali mirare – è stato infatti versato a Roma, in momenti diversi: per questo, sottolinea la Cassazione, l’inchiesta fiorentina sul G8 deve essere trasferita a Roma. Nel sistema ricostruito dall’inchiesta Fabio De Santis, ex provveditore alle Opere pubbliche della Toscana «è, con altri, protagonista ». Inoltre, i giudici rilevano che l’imprenditore De Vito Piscicelli è «in consolidato rapporto » con il sistema e la stessa cosa si può dire dell’avvocato Guido Cerruti, «disponibile a cogliere l’occasione palesemente anomala» come quella di un «incarico professionale che giunge da imprenditore non conosciuto, su sollecitazione di pubblici ufficiali, con cui ha il consolidato rapporto, che sono o mirano a divenire tra gli interlocutori istituzionali di quell’imprenditore». -epolis-