L’Inghilterra sbatte sul muro dell’Algeria

Inghilterra inguardabile fermata dall’Algeria. L’Inghilterra di Capello non va oltre una squallido 0-0 e ora rischia grosso. Lo sguardo deluso dei principini, il mascellone triste di Fabio Capello, le vuvuzelas che lasciano spazio ai fischi dei tifosi e quello zero alla voce vittorie dopo due gare. La Francia torna a casa, la Germania cade con la Serbia e l’Inghilterra, per non essere da meno, sbatte sul muro algerino. Chissà se Capello per il compleanno ha ricevuto "Com’era verde la mia valle", il capolavoro di Richard Llewellyn. Di certo, al friulano e ai suoi leoncini quel colore inizia a dare sui nervi. Dapprima Green che si inchina allo straccio bagnato di Dempsey nell’1-1 con gli States, poi il verde delle volpi del deserto del santone Saadane che si attaccano alle caviglie di Gerrard e compagni. Dell’Inghilterra sbarcata in Sudafrica col piglio del conquistatore non si vede ombra. Capello si affida a Calamity James al posto del Verde scivoloso e conferma il palo Heskey al fianco di Rooney. Un pianto, perché i bianchi son piantati e poveri di idee, lasciate negli spogliatoi. Agli algerini, piccoletti e rapidi, non sembra vero. Basta correre e far girar palla per mandare in confusione il gigante bianco. Oltre mezzora per il primo pallone vagamente pericoloso dalle parti di M Bolhi, il portiere algerino che non regala sicurezza, ma non è mai messo davvero alla prova. Davanti Ziani e Boudebouz ronzano attorno a Terry e Carragher con James che però non può regalare chicche. La gara scorre fastidiosa quanto un concerto di vuvuzelas. Capello butta nella mischia Wright-Phillips, Defoe e Crouch. Ma l’encefalogramma è piatto. Il verde resta un tabù e per andare avanti servirà battere la Slovenia. E indovinate che colore c’è nella maglia slovena… God save the queen, ma dia anche una mano alla "Fab’s band". -epolis-