L’appello condanna De Gennaro, sedici mesi per le botte alla Diaz

Tre ore e mezza di camera di consiglio. Poi la sentenza che ribalta il verdetto di primo grado e coinvolge i vertici della polizia nel sanguinoso massacro avvenuto nella scuola Diaz-Pascoli di Genova in occasione del G8 del luglio 2001. Un anno e quattro mesi al prefetto Gianni De Gennaro, all’epoca capo della polizia ed oggi è al vertice del Dipartimento per le Informazioni e la Sicurezza, e due mesi di pena in meno per Spartaco Mortola, l’ex numero uno della digos genovese, oggi vice questore di Torino. Entrambi sono accusati di aver istigato alla falsa testimonianza l’ex questore del capoluogo ligure, Francesco Colucci. Versioni "accomodanti" per coprire cosa avvenne realmente in quella scuola che ospitava i manifestanti, arrivati da tutto il mondo, per protestare contro i potenti della terra. Per entrambi è stata applicata la sospensione condizionale della pena e la non menzione, ma dovranno rispondere di danni, in separato giudizio, alle parti civili. Dopo la prima assoluzione «perché le prove erano insufficienti », arriva dunque la condanna. I difensori di De Gennaro e Mortola, si dichiarano sbalorditi ed annunciano il ricorso in Cassazione. «Non riusciamo a capire come lo stesso materiale probatorio abbia potuto essere valutato in senso diametralmente opposto e come il giudice di appello abbia potuto formulare una decisione di condanna che dovrebbe essere assunta, oltre tutto, oltre ogni ragionevole dubbio». Il verdetto ha, naturalmente, scatenato forti reazioni. Il governo, attraverso il ministro dell’Interno Roberto Maroni e il "collega" della giustizia Angelino Alfano, ha espresso stima e solidarietà a De Gennaro e ribadito che «la sua innocenza, fino a condanna definitiva, è sancita dalla Costituzione » e che ha «la piena e totale fiducia». Anche in Parlamento la sentenza d’appello ha fatto discutere. Per Filippo Ascierto, deputato Pdl, membro della Commissione Difesa della Camera «De Gennaro era e rimarrà una persona per bene, le sentenze si accettano ma alle volte non si comprendono» mentre per la vice presidente del gruppo Pdl alla Camera Jole Santelli «è chiaro che c’é un contrasto pesantissimo fra Tribunale e Corte d’Appello di Genova e che quest’ultima ha deciso di essere l’angelo vendicatore degli ayatollah della procura ». Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini si dice «rammaricato», mentre di tutt’altro tenore sono i commenti dell’Idv e delle altre forze di opposizione. «La condanna è una delle tappe giudiziarie per poter restituire verità e giustizia al Paese intero» afferma l’europarlamentare dell’Idv Luigi e Magistris, che chiede le dimissioni di Gianni De Gennaro dal Dis. «Durante il G8 di Genova vi è stata una sistematica violazione dello stato di diritto -commenta Paolo Cento, di Sinistra Ecologia Libertà -che richiede ora un accertamento delle responsabilità politiche». -epolis-