Paghi chi ha causato la crisi

Il Cancelliere tedesco salda l’asse con Sarkozy. Tremonti: debito italiano sostenibile. Anche le banche dovranno pagare il conto della crisi. I leader europei hanno raggiunto a Bruxelles un accordo di principio sull’introduzione di una tassa sugli istituti di credito. I criteri in base ai quali applicare l’imposta, però, saranno stabiliti dai singoli paesi. E resta ancora un’incognita all’orizzonte. La proposta di una tassazione sulle banche «suggerita» dal Consiglio Ue sarà portata sul tavolo del G20 a Toronto e verrà introdotta «solo con l’accordo di tutti». Perché senza il consenso di «tutto il mondo industrializzato – sostengono i leader continentali – muore la competitività delle banche europee rispetto a quelle Usa». I 27 hanno anche concordato di inserire nell’intesa una clausola in cui ci si impegna a promuovere a Toronto l’idea di una tassa sulle transazioni finanziarie. Una proposta, questa, sostenuta soprattutto dall’asse Francia-Germania. «Bisogna tassare chi ha messo a rischio il mercato» ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, sostenendo «l’idea sia una tassa sulle banche sia di una tassa sulle transazioni finanziarie». I leader Ue, infine, ritengono che i risultati degli stress test bancari devono essere pubblicati al più tardi nella seconda parte del mese di luglio. Se da Toronto arriverà il via libera, la proposta di una tassazione verrà quindi discussa al Consiglio Ue di ottobre. Ma c’è anche chi non attenderà il lungo iter burocratico. Come la Gran Bretagna del neo-premier David Cameron, che fa sapere: «Noi la faremo in ogni caso». Intanto, dopo aver incassato il sì del Consiglio europeo alla revisione dei parametri di valutazione del debito, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ribadisce che il sistema economico italiano è nel suo complesso «molto sostenibile». -leggo.it-