Manovra, i sindaci scendono in piazza

Manifestazione il 23 giugno a Roma. Anche i magistrati si mobilitano. Con le Regioni la tensione si allenta. Dopo le Regioni tocca ai Comuni manifestare contro la manovra finanziaria approvata dal governo. Anche qui il colore politico non conta, i primi cittadini degli oltre 8mila comuni italiani la giudicano iniqua e da cambiare e, per questo, hanno chiesto aiuto al presidente Napolitano. Secondo il presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, il Quirinale si è mostrato «particolarmente sensibile alle esigenze dei Comuni». I sindaci sono agguerriti e minacciano una manifestazione unitaria di protesta per il 23 giugno. Se le misure non cambiano, infatti, si legge nel documento votato all’unanimità dal direttivo dell’Anci, la manovra avrà «effetti pesanti sulla vita dei cittadini perché obbligherà i comuni a tagliare servizi essenziali». Il ruolo di “pompiere” della maggioranza spetta al leader leghista Umberto Bossi che tenta la mediazione con gli enti locali e vede il ministro dell’Economia Tremonti, nel tentativo di venire incontro alle loro richieste. Le proteste del resto sembrano dare dei frutti. Le regioni hanno ottenuto delle aperture e anche i medici sembrano vicini ad una vittoria se, come dice il ministro della Salute, Fazio «il blocco del turn over previsto dalla manovra non dovrebbe interessare il comparto sanità, perché riguarda i dipendenti dello Stato e non i trasferimenti delle regioni». Un emendamento forse salverà i precari del settore e comunque «non ci saranno tagli per le prestazioni del Sistema sanitario nazionale». Era stato il presidente del Senato Schifani a chiedere esplicitamente che «i sacrifici non incidessero sul diritto alla salute». Non sono serviti, invece, all’Associazione magistrati gli attacchi ripetuti al governo sui tagli alle retribuzioni. Ma l’Anm non cede: «Non arretreremo di un solo millimetro», avverte il presidente Palamara. -leggo.it-