Il Po alla soglia critica

Decine di allagamenti, una frana, allarme per le coltivazioni, Murazzi e vialetti lungo il fiume al Valentino sott’acqua. Le forti piogge degli ultimi giorni, uniti agli apporti della neve che si scioglie in montagna, hanno provocato un innalzamento del livello dei fiumi, a iniziare dal Po (cresciuto di un metro al giorno), che ha creato non pochi problemi. Il peggio è passato, ma le condizioni stentano a stabilizzarsi e i temporali sono ancora possibili fino a sabato. Sul bollettino meteo, soltanto da domenica si parla di precipitazioni assenti. La frana si è registrata su una strada di mezza collina che collega San Carlo e Front, dove è caduta una parete di terra finendo su un auto in transito. Feriti in modo lieve i due occupanti della vettura, soccorsi dai vigili del fuoco e dai medici del 118. Ma sono state centinaia, le chiamate ricevute dai pompieri a causa dei danni provocati dall’ultimo acquazzone che ieri intorno all’ora di pranzo ha investito la provincia, con esondazioni localizzate e fenomeni di dissesto soprattutto nelle Valli Orco, Lanzo, Sangone, Susa, Chisone e Pellice. I fiumi restano oltre il livello di guardia, ma il momento critico è ormai passato. Anche la protezione civile ha chiuso ieri alle 15 la sala operativa. Confagricoltura ha lanciato l’allarme per le coltivazioni. In Piemonte, a preoccupare sono soprattutto la grandine e le esondazioni del Po e degli affluenti; la Dora Baltea ha superato i tre metri. A Torino, un’ordinanza del sindaco ha imposto già da mercoledì la chiusura di tutte le attività che si affacciano sul Po nell’intero tratto comunale, dunque anche a tutti i locali dei Murazzi, fino a quando la piena impetuosa che scorre sotto i ponti della città non si abbasserà e le sponde saranno messe in sicurezza. -leggo.it-