Pdl e Lega trattano con le Regioni, Bossi: Formigoni non esageri

La trattativa si annuncia complessa. Ma all’indomani della veemente protesta delle Regioni contro i tagli previsti nella manovra economica arrivano le prime, sia pur timide, aperture da parte dell’esecutivo. Ieri una delegazione dei governatori ha consegnato ai gruppi parlamentari il documento unitario varato martedì nel quale si chiede un provvedimento «più equo»; e al termine dell’incontro il presidente dei senatori del Pdl Gasparri ha assicurato che pur «senza mettere in discussione la manovra» la maggioranza tenterà di riequilibrarla con emendamenti mirati al decreto legge e al ddl collegato. Poco più tardi i governatori del Pdl sono stati ricevuti anche dal premier Berlusconi. «Ha preso atto che alle Regioni viene chiesto un sacrificio esorbitante », ha detto il presidente della Lombardia Formigoni. Il capo del governo ha fissato i paletti della trattativa: dal momento che è impossibile stravolgere un provvedimento concordato con l’Unione europea, si potrà intervenire sul riparto delle voci e dei sacrifici. «Era ciò che chiedevamo e siamo contenti di averlo ottenuto», ha spiegato Formigoni, che ha subito chiesto un nuovo incontro tra la Conferenza delle Regioni e l’esecutivo. Ma nella maggioranza c’è chi non sembra intenzionato a muovere passi indietro. «Formigoni non deve esagerare, il federalismo fiscale non viene toccato », è il messaggio indirizzato dal leader leghista Bossi all’alleato che in questi giorni ha previsto uno stop alla riforma tanto cara al Carroccio. Pronta la replica: «Caro Umberto, non esagererò, a patto che il governo decida di ripartire i sacrifici in maniera proporzionale tra le Regioni, le Province e i ministeri». Le parti, in ogni caso, ora sembrano più vicine. «Si sta facendo strada la consapevolezza delle buone ragioni che le Regioni stanno proponendo, sia nelle forze sociali, sia in quelle parlamentari », ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni Errani. Il governatore dell’Emilia Romagna ha ribadito che gli enti locali «stanno ponendo un problema che non attiene alla lotta agli sprechi ma ai tagli sul trasporto pubblico, sull’industria, sulle politiche sociali e sui cittadini». Intanto il capogruppo del Pd Finocchiaro incontrerà Gasparri nel tentativo di costruire un’azione comune per riequilibrare la manovra: «Non si capisce l’accanimento su Regioni e Comuni che sono chiamati a sostenerne il peso più di quanto non tocchi all’amministrazione centrale». -epolis-