Fiat, gli operai devono dire sì

Stato di assedio: la Fiom barricadera è sempre più sola nella sua battaglia contro il piano Fiat per lo stabilimento di Pomigliano. A due giorni dal niet del comitato centrale, anche l’unità in seno al sindacato mostra segni di cedimento: ieri Cgil Campania e Napoli hanno invitato i lavoratori Fiat – chiamati a esprimersi in un referendum martedì prossimo – a votare sì all’accordo firmato dagli altri sindacati, Fim, Uilm, Fismic e Ugl. «Dobbiamo mantenere aperto un dialogo unitario, per far sì che l’investimento si realizzi e per continuare a lavorare». Segnali di apertura anche dal segretario generale Guglielmo Epifani: «Ritengo difficile che la Fiat faccia marcia indietro. È importante che gli operai votino il referendum. E credo che diranno sì: un sì al lavoro e all’investimento». Proprio ieri – e non casualmente – Epifani ha avuto un fitto colloquio con la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che all’assemblea di Confcommercio ha scagliato strali contro la Fiom: «È incredibile questo no a un’azienda che va contro la sua storia riportando una produzione in Italia dalla Polonia investendo 700 milioni. Ora vediamo che cosa succede il 22». Che è il giorno di referendum a Pomigliano, definito dal leader Fiom Landini «illegittimo, una pistola alla testa». Al voto 5200 operai, il 63% dei quali iscritti a un sindacato, il 17% alla Fiom. Una minoranza, che ieri però ha sommerso di fischi il rappresentante della Cgil che li invitava a votare sì. Ma tra le tute blu prevale la voglia di cedere: «Siamo spalle al muro, ma dobbiamo lavorare». -leggo.it-