Berlusconi: Italiani spiati. Ma l’esame del testo slitta

Italiani, popolo si spiati. Ne è convinto il presidente del Consiglio Berlusconi che fa due calcoli e dice che 150mila telefoni sono sotto controllo per un totale di 7,5 milioni di persone che possono essere ascoltate. Numeri che avevano di nuovo sollevato le polemiche con i magistrati, con l’Anm a contestare le cifre: «non arrivano a 40mila». Ma non è stato certo questo il motivo che ha convinto Berlusconi ad evitare diktat sul ddl intercettazioni. Al termine del vertice del Pdl, infatti, il Cavaliere ha fatto marcia indietro, aprendo all’ipotesi di slittamento dei tempi per la discussione della legge e non escludendo modifiche nei punti più discussi. Che cosa gli ha fatto cambiare idea? Forse il timore che la Corte Costituzionale potesse bocciare il decreto. Su questo, anzi, Berlusconi ha ammesso di aspettarsi una pronuncia negativa. Ma forse di più ha potuto il pressing degli alleati. Bossi, che non riesce a nascondere i timori di un voto anticipato capace di fermare la riforma sul federalismo fiscale, ha già mostrato la sua disponibilità a modifiche del ddl. Un’inedita alleanza lega-finiani potrebbe aver fatto cedere a malincuore il presidente del Consiglio. I penalisti sono stati invece tra i pochi a difendere il ddl. Per loro è «una legge necessaria che contempera esigenze investigative e rispetto della persona ed interviene per ovviare ai grandi abusi che per anni sono stati commessi». -leggo.it-