Pomigliano, Fiom non firma l’intesa con Fiat

Accordo separato sullo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco dove sono impiegati 5.200 lavoratori. Fim, Uilm, Fismic e Ugl hanno firmato il nuovo documento, mentre la Fiom ha confermato il suo “no”. Il nuovo accordo, che ha spaccato il sindacato, è composto da 16 punti, uno in più del pre-accordo. Il sedicesimo riguarda la “clausola di raffreddamento” con l’istituzione della commissione paritetica che si occuperà di verificare le possibili inadempienze all’accordo e deciderà sulle eventuali sanzioni per chi non lo rispetta. Stabilito anche il giorno del referendum per i lavoratori di Pomigliano che dovranno dare il loro ok all’intesa: si svolgerà martedì 22 giugno. Dunque le altre sigle sindacali al di fuori della Fiom hanno detto sì alla nuova organizzazione del lavoro voluta da Marchionne spalmata su 18 turni settimanali da 24 ore, sabato compreso, come pure all’impennata degli straordinari che passano ora a 120 ore annue. È passato anche il divieto di fare sciopero nei casi, ad esempio, in cui l’azienda ha comandato lo straordinario, e pure la clausola che la Fiat si riserva di non pagare i primi 3 giorni di malattia se questa viene giudicata “anomala”. Intanto, dal settore auto arrivano brutte notizie. Senza più incentivi, a maggio il mercato in Europa ha segnato una contrazione del 9,3%, segnando un totale di 1.129.508 di nuove vetture immatricolate, contro le 1.245.656 unità di maggio 2009. Una forte frenata, che si ripercuote sulla Fiat con una riduzione delle immatricolazioni nella Ue a 27 del 22,7%. -dnews-