Guide illegali, spunta il ticket d’ingresso a San Pietro

Il cinquanta per cento del mercato del settore turistico di Roma è in mano agli abusivi, il business delle guide irregolari può raggiungere gli otto milioni di euro al mese. È il quadro che emerge dalle indagini svolte dalla polizia provinciale, che negli ultimi sei mesi ha dato il via a un servizio permanente di pattugliamento dell’area del Colosseo e del Vaticano. E la fotografia della situazione è preoccupante, come più volte in passato aveva segnalato DNews. Tra procacciatori di turisti al servizio di guide abusive e regolari, e centurioni che posano per le foto dei visitatori, nelle vicinanze di monumenti e siti archeologici della Capitale c’è di tutto: addirittura qualcuno è riuscito a truffare gli stranieri riuscendo a farsi pagare il prezzo di un falso biglietto d’ingresso alla basilica di San Pietro. Durante le ispezioni, gli agenti della polizia provinciale hanno controllato 793 persone (594 procacciatori e 199 guide turistiche): per 120 di loro sono scattate le sanzioni. Per quanto riguarda gli “acchiappa-turisti”, si tratta quasi sempre di ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo: americani, russi, francesi, tedeschi. Sono quasi sempre giovani che studiano a Roma e che cercano di guadagnare qualche euro per serate e divertimenti. È ancora più netto il dato sulle agenzie di viaggio: su 32 controllate 30 sono risultate non in regola. Il business del turismo senza regole sfrutta al massimo internet dove società fittizie propongono tour promozionali della società agli incauti turisti. A controllare il mercato delle guide abusive ci sono due o tre organizzazioni che, secondo la polizia provinciale, riciclano i loro proventi in altre attività illecite. Il giro d’affari può raggiungere cifre da 250-300mila euro al giorno, guadagni ovviamente in nero: per questo ad aprile una lite tra i capi dei gruppi rivali al Colosseo finì a coltellate. Le organizzazioni sono ormai ramificate, propongono veri e propri pacchetti ai visitatori: acquistano stock di biglietti per il Colosseo, in modo da evitare la fila, e siglano accordi sottobanco con i centurioni. Formano comitive da 40-50 persone per le visite guidate facendo 40 euro a turista. A trarre in inganno i visitatori sono soprattutto i tesserini fasulli che i procacciatori portano sul petto. E così ritrovarsi al Colosseo con un cicerone che non sa nulla di storia è più facile di quanto può sembrare. -dnews-