Pomigliano, la Fiom non tratta

Il sindacato da solo contro Fiat, governo e Confindustria. L’azienda convoca per oggi gli altri sindacati. Il giorno del gran rifiuto. La Fiom va da sola allo scontro frontale con la Fiat e rispedisce in bianco al Lingotto l’accordo sullo stabilimento di Pomigliano sottoscritto venerdì scorso da Fim e Uilm. «Così non possiamo firmare – ha detto ieri sera il leader del sindacato Maurizio Landini, al termine della riunione del comitato centrale dei metalmeccanici della Cgil, riunitosi a Roma. Una decisione presa all’unanamità contro quello che Landini ha definito «il ricatto di Marchionne»: «Questa proposta di accordo contiene profili di illegittimità» ha detto il segretario generale della Fiom. Il sindacato non digerisce quelle clausole imposte dal Lingotto che prevedono la punibilità per chi decide di proclamare scioperi in occasione del turno straordinario del sabato notte e le sanzioni se il tasso di assenteismo in fabbrica superasse una certa soglia. Una sola strada è quella che la Fiom concede alla Fiat: «Chiediamo di applicare il contratto nazionale, con il quale già ora l’azienda può organizzare il lavoro in 18 turni e, se ne ha necessità, disporre di 40 ore di straordinari obbligatori. Se l’azienda rispetterà il contratto, non faremo alcuna obiezione». Per far pressione sul Lingotto, il comitato centrale ha proclamato otto ore di sciopero dell’intera categoria il prossimo 25 giugno. L’atto finale di uno scontro che vede la Fiom da sola contro Fiat, Governo e Confindustria, oltre che contro i cugini di Cisl e Uil, si consumerà oggi: il Lingotto ha convocato i sindacati alle 14 a Roma per discutere sull’accordo per Pomigliano. -leggo.it-