Berlusconi inaugura statua a Sofia poi vola in Libia

Da Sofia, dove ha inaugurato una piccola statua di Garibaldi e ha festeggiato i 51 anni «dell’amico Boiko Borisov», è partito alla volta di Tripoli per chiudere un delicatissimo caso diplomatico e ha riportato in patria lo svizzero Max Goeldi. Ma in una giornata ricca di impegni internazionali il presidente del Consiglio ha finito per toccare anche alcuni dei temi più delicati della fase politica italiana. In un blindatissimo pranzo sul lago in compagnia del premier bulgaro si è sfogato del fatto che nel nostro Paese «l’opposizione è divisa» e «non c’è un leader con cui dialogare seriamente». E mentre faceva i complimenti all’unico capo di governo europeo che «come me raccoglie in tempo di crisi il 63% dei consensi», ha ammesso di inviare a Borisov la possibilità di mettere in pratica le proprie decisioni in maniera diretta e sbrigativa. Berlusconi è tornato a lamentarsi degli scarsi poteri di cui gode il presidente del Consiglio italiano, una situazione che è frutto dei limiti imposti dalla Costituzione che vide la luce a pochi anni dal crollo della dittatura fascista. E allo stesso tempo si è detto allarmato per «alcune lentezze» del nostro Parlamento, senza entrare nello specifico di alcun provvedimento. Di certo il Cavaliere non ha alcuna intenzione di chiamarsi fuori dalla politica perché si sente «indispensabile, un punto di riferimento per il Paese». Il premier è decisamente meno preoccupato per la situazione economica del nostro Paese, che ha risentito in misura minore degli effetti della crisi economica grazie all’attitudine al risparmio delle famiglie italiane. Merito anche, ha tenuto a sottolineare, delle imprese che si muovono nei nuovi mercati come quello della Bulgaria, che è il terzo partner commerciale dell’Italia. Ma ovviamente non sono mancati i riferimenti alla politica internazionale. In particolare Berlusconi si è detto preoccupato per i possibili effetti dell’assalto di Israele alla nave dei pacifisti, pur convinto delle ragioni dello Stato ebraico. E allo stesso tempo ha evidenziato che bisogna evitare a tutti i costi lo sviluppo militare del nucleare iraniano. Grandi elogi, in fine, per il presidente Usa Obama: «È un uomo saggio, concreto e illuminato». -epolis-