Mio figlio è scomparso, era una messinscena

Non è riuscita più a sostenere il vortice di bugie che aveva messo in piedi e alla fine è crollata. Ci sono volute ore di interrogatori serrati per capire che Fatima, marocchina di 33 anni, ha inscenato il rapimento di Adam, il figlio di 18 mesi. L’allarme era scattato venerdì sera con una telefonata alla centrale operativa della polizia ma solo all’alba la donna si è presentata in questura e ha iniziato a raccontare agli agenti la sua versione dei fatti. Ha detto di aver perso di vista il piccolo alle 19, mentre stava giocando ai giardinetti di piazza Toti, nel quartiere Vanchiglietta a Torino. Un racconto lacunoso, contraddittorio in più punti. Sabato le ricerche del piccolo si sono intensificate e tutta la zona è stata scandagliata dalla polizia, mentre i vigili del fuoco hanno controllato anche le vicine sponde del Po e della Dora temendo che Adam fosse scivolato in acqua. Per dieci ore Fatima ha finto di disperarsi ma i poliziotti hanno iniziato a nutrire sempre più dubbi sulla sua versione, tanto da decidere di perquisire la casa dei familiari. Non hanno fatto in tempo: prima delle 20 il bimbo è stato trovato sul marciapiede di via Buniva, nei pressi della casa dove abita la sorella della madre. Intanto gli uomini della Squadra Mobile hanno ascoltato anche Mohamed, il padre del piccolo, algerino e irregolare, che si è separato dalla donna e che non sapeva nulla. Poi nella notte tra sabato e domenica il mistero della scomparsa è stato chiarito. La mamma ha raccontato la sua verità ed è stata denunciata per simulazione di reato e procurato allarme, insieme ai tre parenti che hanno ospitato Adam. «L’ho fatto per proteggerlo dal padre», ha detto Fatima. La donna ha raccontato che l’ex marito in passato aveva provato a rapire il piccolo per portarlo con sé e che temeva lo facesse di nuovo. Ma la versione del padre è totalmente diversa. Mohamed sostiene di pagare sempre gli alimenti al piccolo, ma di non poterlo vedere regolarmente per colpa della madre. Ha aggiunto anche che sono quattro mesi che non incontra Adam. Gli investigatori sospettano che ci sia dell’altro e che forse il rapimento è stato organizzato per una questione di denaro. Proprio per chiarire gli aspetti ancora oscuri i familiari verranno interrogati anche oggi. Intanto il piccolo è stato affidato a una parente della madre che non abita a Torino. Sarà il tribunale per i minorenni a decidere chi potrà crescerlo. -epolis-