Vieta l’Inno, bufera su Zaia

Polemiche nel Trevigiano. Il Governatore del Veneto Zaia nega, ma testimoni lo smentiscono. Cota: «Chiacchiere inutili». Il Va’ Pensiero al posto dell’Inno di Mameli e scoppia la polemica. Sabato scorso il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, era a Fanzolo di Vedelago (Treviso) per l’inaugurazione di una nuova scuola primaria. Ci sono autorità, politici, giornalisti e un coro. Le disposizioni iniziali – raccontano alcuni testimoni – erano che, come prassi, venisse suonato l’Inno Nazionale. Invece ci sarebbe stato l’intervento di due persone dello staff di Zaia che avrebbero chiesto l’inversione dei pezzi, prima il Va’ Pensiero e poi l’Inno. E così è stato, come racconta Marco Titotto, direttore del coro in questione, La Polifonica di Salvarosa: «Dopo i discorsi delle autorità, abbiamo cantato il Va’ Pensiero, come ci era stato detto. Finita l’esecuzione, il Governatore, il sindaco e le altre autorità si sono incamminate verso la scuola dove c’è stato il taglio del nastro. Quindi abbiamo eseguito l’Inno di Mameli e siamo stati applauditi, ma ad ascoltarci erano rimasti in pochi». «Non sono intervenuto sul programma della manifestazione – fa sapere con una nota Zaia – . L’Inno di Mameli è stato regolarmente cantato dal coro al momento del taglio del nastro; è una polemica che non aveva e non ha ragion d’essere». Invece s’è aperto un caso. Tra i primi a intervenire il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «Se fosse vero, sarebbe grave». Un altro ministro, Andrea Ronchi, parla di «oltraggio alla Nazione». «Io c’ero e non ho sentito eseguire l’Inno di Mameli», testimonia Fabio Gava (Pdl). «C’è una pletora di persone che fa polemiche inutili – è l’opinione del governatore del Piemonte, Roberto Cota – Zaia ha già chiarito tutto». «Siamo di fronte a un un fatto gravissimo, sprezzante e intollerabile che umilia il Paese e la Costituzione» dice Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, mentre per Flavio Zanonato, sindaco di Padova, si tratta di «trovate per distrarre l’attenzione dai fatti che interessano davvero le persone». -leggo.it-