Lippi: Io scommetto sull’Italia

Stasera esordio dell’Italia ai Mondiali contro il Paraguay. Lippi: «Faremo cambiare idea a chi non crede in noi».  Marcello Lippi, 62 anni, sembra dare un calcio alle polemiche: il ct dell’Italia si sente ancora campione del mondo e vuole tenersi stretta la Coppa. Raffiche forti sulla Table Bay di Città del Capo. Ma Marcello Lippi, viareggino che non rinuncia al mare nemmeno di inverno e che naviga anche quando le condizioni non sono favorevoli, non s’impressiona. E si prepara a mettere la prua della Nazionale controvento pur di prendere subito il largo nel suo secondo mondiale. Stasera, nella notte buia davanti all’Atlantico, l’Italia campione in carica debutta contro il Paraguay. «Non so dirvi che mondiale farà, ma vi garantisco che giocherà un grande torneo: è pronta. Lo scetticismo lo rispetto, ma non lo condivido: ho grande fiducia nei miei giocatori. Non conta quello che fai prima: una squadra cresce e nasce durante la competizione. E’ il nostro obiettivo, lo stesso di quattro anni fa. Buffon vuole passare un mese epico. «Sono d’accordo: è l’attaccamento di questo gruppo alla maglia azzurra. Ma senza promettere niente. Siamo qui per ripagare la fiducia di tanti e far ricredere chi non punta sull’Italia» chiarisce Lippi. Che poi ne approfitta per respingere le indiscrezioni sul futuro «Io penso solo al Paraguay, alla Nuova Zelanda e alla Slovacchia. Non ho avuto contatti nè con lo Spartak Mosca nè con il club degli Emirati». «Dobbiamo fare una gara completa: non possiamo solo attaccare, ma bisogna anche difendere. Loro davanti hanno uomini molto bravi: Santa Cruz, Barrios, Cardozo e Valdez» avverte, entrando in campo con ventiquattr’ore d’anticipo. «Se non avete capito la formazione, allora è meglio che cambiate mestiere». Lippi scherza con i giornalisti italiani, evitando però di parlare di singoli, a cominciare da Montolivo, il vice Pirlo. Il cittì può partire con il sistema di gioco provato al Sestriere, il 4-2-3-1. «Noi, studiando il Paraguay, abbiamo lavorato su tre moduli. E non perché non ho le idee chiare: volevo che i giocatori fossero ben preparati». Ma nel dna della Nazionale, come al mondiale tedesco, resta il 4-4-2. In attesa di Pirlo, il regista che in questo gruppo non ha un sostituto: «Sta migliorando: mi basterebbe averlo per la terza gara, ma lui, lo so bene, punta alla seconda». -leggo.it-