Bimba ingoia pila e muore, medici Gaslini sott’inchiesta

L’vevano vista vomitare sangue. Disperati hanno caricato la loro figlioletta in auto diretti al pronto soccorso dell’ospedale Gaslini di Genova. Una corsa contro il tempo per cercare di salvare la vita alla loro piccola. Invece Alice, venti mesi, non ce l’ha fatta. È morta domenica scorsa perché aveva ingoiato una pila, ma nessuno se ne è accorto. La batteria di un orologio, ingerita qualche giorno prima del decesso, si era attaccata alle pareti dell’esofago e, alla fine, ha provocato un’emorragia interna. Arrivata al nosocomio, la bimba è stata trattenuta per ore in codice giallo. Le analisi del sangue avevano rivelato dei valori di emoglobina molto bassi. Solo quando ha avuto un’altra crisi, i medici hanno chiesto l’autorizzazione per effettuare una endoscopia d’urgenza, ma era oramai troppo tardi. La piccola ha avuto un blocco cardiaco ed è morta tra le braccia dei medici. La procura ha aperto un’inchiesta per far luce su cosa sia avvenuto in ospedale. Per ora il fascicolo è contro ignoti. Dal ministero della Salute, intanto, Ferruccio Fazio ha inviato gli ispettori per «verificare l’appropriatezza delle procedure effettuate e la gestione clinico assistenziale». I genitori di Alice però non riescono a darsi pace e criticano i medici per aver sottovalutato la gravità della situazione. Accuse respinte dal direttore sanitario del Gaslini, Silvio Del Buono, secondo il quale si è trattato di un «caso eccezionale». «La bambina è stata gestita in modo corretto, sulla base dell’evidenza del momento – spiega Del Buono – La situazione è precipitata alle 16:30 e noi abbiamo fatto tutto il possibile per salvarla». La bimba, infatti, era stata stabilizzata e pronta per essere operata. Poi ha chiuso gli occhi per sempre. Ora un’indagine interna proverà a chiarire eventuali responsabilità. -epolis-