Intercettazioni l’ok del Senato, bagarre in aula tra Idv e Lega

Ieri il Senato si è espresso a favore del disegno di legge sulle intercettazioni, con 164 voti a favore e 25 contrari. Una scelta prevedibile, dopo che il governo aveva posto la fiducia sul maxi-emendamento che riassume il contenuto della cosiddetta “legge-bavaglio”. E come previsto non sono mancate le polemiche, prima fra tutte quella dell’Italia dei Valori, i cui 14 senatori, Antonio Di Pietro in testa, hanno occupato l’aula di Palazzo Madama per tutta la notte, rendendone inaccessibili i banchi. Dopo svariate sollecitazioni allo sgombero da parte del presidente Renato Schifani, gli occupanti sono stati espulsi dall’aula. «È un atto di prevaricazione che neanche ai tempi di Mussolini si sarebbe fatto – sbotta Di Pietro -. C’è una maggioranza appecoronata a questo governo, se ne deve andare a casa. Invito i cittadini a ribellarsi». I parlamentari del Pd hanno abbandonatol’aula in segnodi protesta sottolineando che «questa è la morte della libertà »; una scelta ampiamente criticata dalla maggioranza per voce di Maurizio Gasparri, Pdl, che l’ha definita un «comportamento arrogante e non democratico ». Tra le altre dichiarazioni piuttosto forti, quella di Luigi Li Gotti (Idv) che ha spiegato che da oggi «i malfattori cantano “meno male che Silvio c’è”», con esplicito riferimento all’inno delle convention del Pdl, mentre sul fronte leghista Federico Bricolo assicura che «la mafia stava meglio quando al governo c’era il centro sinistra». Ora il ddl tornerà alla Camera per una nuova lettura “blinda – ta”, per poi passare al vaglio del presidente della Repubblica Napolitano, che dichiara: «I professionisti della richiesta di non firmare sono numerosi, ma molto spesso parlano a vanvera. Non ho nulla da aggiungere». Nel frattempo la Federazione Nazionale della Stampa annuncia che da domani in edicola i giornali saranno listati a lutto, oltre a manifestazioni davanti alle sedi istituzionali e uno sciopero generale il 9luglio. -dnews-