Era un tg per vecchi

«Il mio problema è solo di ringiovanire il telegiornale, tutto il resto è retorica e l’attuale linea editoriale del Tg1 è più che giustificata». Così Augusto Minzolini spegne la candelina del suo primo anno alla direzione del Tg1. E per avvicinare i giovani ha deciso di cambiare. Non tanto i contenuti, perché i servizi sulle mutande antiscippo o sulla caccia ai coccodrilli nel lago – che hanno spinto a rinunciare alla conduzione Maria Luisa Busi – rimangono al loro posto. Per attirare le nuove generazioni il telegiornale del servizio pubblico punta tutto sulla forma e sul marketing perché, dice lo stesso Minzolini, «lo studio e la sigla sono come un biglietto da visita per un direttore, rappresentano la sua personalità». E allora ecco arrivare una nuova scrivania e una nuova grafica per la sigla. Tutto il resto, a cominciare dalla linea editoriale, non cambia. «Stiamo vivendo una crisi forse irreversibile della tv generalista, eppure in un anno il Tg1 ha guadagnato altri 222.123 spettatori e aumentato la forbice con il Tg5, indietro del 3,98% nello share. Questo dimostra che il mio metodo funziona», dice Minzolini. Una questione di numeri, insomma. Una novità per i giovani, comunque, il Tg1 ce l’ha davvero: un nuovo sito internet che punta tutto sulle due parole chiave dell’informazione online: interattività e allnews. Ma sulle strategie di integrazione tra il sito e il telegiornale in studio e soprattutto sulle interazioni con l’altro allnews della Rai, Rainews, Minzolini non offre spiegazioni. Né parla della spesa per l’operazione di restyling, che arriva proprio in un momento di difficoltà per l’azienda. Ma si sa: di crisi economica al Tg1 piace parlare poco, perché «bisogna raccontare anche quello che funziona nel sistema-Italia». E allora ai giovani italiani, soffocati dalla disoccupazione e da un paese in ritardo nel ricambio generazionale, si racconti pure delle mutande antiscippo. Tutto il resto è riassunto nelle parole del direttore: «Io non devo cambiare». -leggo.it-