Sanzioni all’Iran, furia Ahmadinejad

Una risoluzione da buttare «nel cestino della spazzatura come un fazzoletto di carta usato», perché «non ha alcun valore». Non ha mai fatto giri di parole il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad e non ha intenzione di farlo ora, meno che mai, di fronte al pronunciamento del Consiglio di sicurezza dell’Onu contro il programma nucleare portato avanti da Teheran. La risoluzione Onu discussa ieri – e che chiede per la sesta volta di interrompere le operazioni di arricchimento dell’uranio – non bloccherà comunque le attività della Repubblica islamica in campo nucleare. Eventuali sanzioni, comprese quelle aggiuntive promesse dagli Usa, otterrebbero solo l’effetto di porre fine, unilateralmente, ad ogni negoziato. «Non permetterò – ha fatto sapere Ahmadinejad, attraverso il suo ambasciatore a Vienna – che le poche grandi potenze in possesso di armi nucleari usino il loro potere per fare in modo che sia New York a dettare all’Aiea (l’agenzia internazionale dell’energia atomica, ndr) quello che deve fare». Il fronte di crisi Medio Oriente-Usa ha avuto come altro scenario, ieri, la Casa Bianca. Il presidente Barak Obama ha ricevuto l’omologo palestinese Abu Mazen. Obama ha promesso il proprio sostegno alla richiesta Onu di una inchiesta «credibile e trasparente, in linea con gli standard internazionali» sul blitz israeliano trasformatosi in strage contro una flottiglia filo-palestinese diretta a Gaza. Per Obama, che ha offerto a Abu Mazen aiuti per 400 milioni di dollari, la situazione di Gaza è «insostenibile». -leggo.it-